L’AQUILA – “A me non risulta alcuna volontà di vendita del campus da parte della proprietà”.

L’avvocato Andrea Quattrocchi, legale di Fabrizio Bucciolini, proprietario del “New Campus” per studenti a Preturo, nega che dietro la chiusura del complesso, dove fino a settembre vivevano 300 persone, ci sia l’intenzione di cederlo a terzi.

Una voce, quella della vendita, confermata invece da alcuni protagonisti della vicenda e che faceva il paio con le difficoltà economiche della proprietà causate dal contenzioso con i i 44 fornitori che hanno eseguito i lavori di costruzione del complesso costati circa 6 milioni di euro in totale.

Transazioni che era state avviate a seguito dei mancati pagamenti alle ditte subappaltatrici.

L’avvocato, romano anche lui come Bucciolini, conferma quanto già riportato da AbruzzoWeb sullo stato degli accordi: “abbiamo definito quasi tutto”, spiega.

Alcune aziende che attendevano i soldi da anni sono riuscite a recuperare qualcosa: stando a quanto appreso, si tratta del 40-50 per cento del dovuto, percentuali che però il legale non conferma: “A me non risulta questo”, si è limitato a riferire a questo giornale.

Per altre ditte le procedure sono ancora in corso. Lungaggini che, va ricordato, sono costate care. A causa del mancato pagamento, infatti, molte aziende sono state costrette a chiudere.

L’avvocato Quattrocchi tiene la bocca cucita però su tutte le altre questioni che riguardano il campus, perché a suo dire non sarebbero di sua competenza, rimandando qualsiasi altra informazione al proprietario Bucciolini. Quest’ultimo però risulta irraggiungibile telefonicamente da giorni.

A caratterizzare la realizzazione del campus c’è anche un percorso autorizzativo con parecchi punti oscuri, a partire dal fatto che l’area su cui sorge ricade nei Peep (piani per l’edilizia economica e popolare), cioè destinata a ospitare case popolari.

È ancora da chiarire anche la questione del mutuo da 5,6 milioni concesso alla proprietà dalla banca. Se è vero che gli accordi raggiunti con le ditte subappaltatrici si attestano attorno al 50 per cento del dovuto (su un totale di circa 6 milioni di euro), non si capisce come sia stata (o verrà impiegata) l’ingente restante parte del finanziamento.

Il tutto considerando che la proprietà in questi tre anni di apertura ha potuto contare su introito mensile di circa 75 mila euro proveniente dagli affitti degli studenti, considerando un canone medio, tra singole e doppie, di 250 euro per 300 persone.