L’AQUILA – “Rischiamo di non omologare il campo di Centi Colella per il Cus L’Aquila Rugby, sia la prima squadra che i più giovani, dopo tutti gli sforzi e dopo aver pagato in anticipo. La ditta che ha il compito di interrare i cavi elettrici non dà risposte”.

C’è rabbia dalle parti del Cus L’Aquila Rugby a due passi e il presidente Francesco Bizzarri non la nasconde, a pochi giorni dalle celebrazioni per i 50 anni della gloriosa società aquilana e dopo l’inaugurazione dei rinnovati campi di Centi Colella, di proprietà del Comune dell’Aquila e gestiti dal Cus, ‘battezzati’ dai bimbi dell’Inter Campus.

“All’inizio del 2013 insieme al Comune dell’Aquila abbiamo trovato 100 mila euro per interrare i fili elettrici che attraversano il campo di rugby, rimesso a posto – spiega Bizzarri – e pagato in anticipo l’Enel per svolgere i lavori. Il Cus ha speso 40mila euro, ad oggi i fili ancora non vengono tolti. La ditta non dà risposte, rischiamo di dover trovare un ulteriore campo per far giocare la squadra di rugby”.

Ma i guai per Centi Colella, dove si allenerà anche la Gran Sasso Rugby in attesa di tornare a Villa Sant’Angelo, nell’Aquilano, non si limitano al caso interramento cavi elettrici.

“I danni da terremoto ammontano a 39 mila euro e 1 milione e 200 mila euro da occupazione (a Centi Colella era ospitata la seconda più grande tendopoli dell’emergenza sisma dopo quella di piazza d’Armi – dice Bizzarri – purtroppo i soldi a oggi non arrivano ma noi siamo comunque partiti, recuperando prima le strutture chiuse, viste le temperature dell’Aquila specie in inverno, e dopo quattro anni siamo ripartiti con tutte le strutture esterne, ospitando l’Inter Campus. Certo, c’è molta rabbia, perché si trova davanti dei muri di gomma nonostante si siano fatte delle trafile burocratiche normalissime. Siamo ancora in attesa di 300 mila euro, e l’Università dell’Aquila del rettore uscente Ferdinando Di Orio, da ottobre si insedierà Paola Inverardi, da quando sono presidente, ha tagliato qualunque fondo allo sport. Il Cus, che è la più grande struttura pubblica cittadina, è andata però avanti per la sua strada”.

Bizzarri ha ricordato l’importanza dell’Inter Campus e dell’accordo annuale con la Juventus per la collaborazione con la scuola calcio del Cus, che attira gente da tutto l’Abruzzo.

“Mi auguro che qualcuno in città se ne accorga e ci dia una mano – la speranza di Bizzarri – si parla sempre di sociale, ma adesso servono i fatti”.

Nella lunga intervista video ad AbruzzoWeb, Bizzarri è intervenuto tra l’altro sul capitolo pista di atletica di piazza d’Armi. Nei giorni scorsi l’assessore allo Sport del Comune dell’Aquila Emanuela Iorio ha annunciato che l’area sarà a pagamento, suscitando reazioni diverse tra malumore e approvazione.

“Sono in parte d’accordo con la Iorio – afferma Bizzarri – una struttura sportiva deve essere fruibile per chi fa sport, anche chi lo fa da amatoriale può andare su quella pista e paga quello che deve pagare. Quando ero presidente dell’Isef dell’Aquila, c’erano Foggia, Cagliari e Cassino come sedi distaccate. A Foggia potevano entrare anche gli atleti amatoriali, si pagavano mille lire e si poteva restare lì tutta la giornata. A piazza d’Armi è stata riportata alla luce una struttura sportiva bellissima e all’avanguardia, è naturale che deve essere tutelata. Non è possibile andare su quella pista col motorino o con altri mezzi”.

“Piuttosto – polemizza – questa città o chi per essa intercettò 150 mila euro della partita Italia-Olanda di calcio a Pescara spesi per fare un campo da calcetto a Roio. Io abito lì, su quel campo ci va di tutto, dal bambino con la bicicletta a quello col motorino. I problemi in questi casi sono di gestione e di manutenzione. Naturale che al quartiere vada restituita una zona di passeggio e di aggregazione, ma lì c’è un progetto diverso da una struttura sportiva”.

Sulle parole di Antonello Passacantando, coordinatore abruzzese dei professori di educazione fisica dell’Ufficio scolatico regionale, che ha lamentato l’assenza della scuola aquilana da questa nuova versione di piazza d’Armi senza che l’assessore comunale allo Sport Emnauela Iorio non abbia ancora menzionato né ‘aperto’ alle scuole dell’Aquilano, Bizzarri ha appoggiato Passacantando: “Ha ragione Antonello, lo studente-atleta va portato a fare attività sportiva e in questo la scuola è importantissima, un punto di riferimento. Non si può fare a meno della scuola o non interagire con la scuola. Nell’ultimo anno Passacantando è riuscito a portare all’Aquila quattro finali nazionali dei Giochi Studenteschi, il presidente del Coni Giovanni Malagò dice sempre che bisogna ripartire dalla scuola e ha perfettamente ragione”.

Il presidente del Cus L’Aquila ha pure ‘benedetto’ la possibilità da parte delle aziende impegnate nella ricostruzione dell’Aquila terremotata di elargire una parte minima di incassi alle attività culturali capoluogo abruzzese, auspicio sottolineato più volte dal sindaco Massimo Cialente.

“Basta stare attenti a non ‘passare’ nell’illegalità, va fatto tutto alla luce del giorno. Nel rispetto della legge si può fare un discorso del genere. Ma quando si parla di cultura si deve parlare anche di sport”.

“Ma c’è stata una sperequazione sbagliata sulle strutture sportive che prima del terremoto bene o male funzionavano, ma post-sisma andavano rimesse in piedi. Anche L’Aquila Calcio ha delle grosse difficoltà, deve far giocare la squadra al ‘Fattori’ perché si rischia di non completare lo stadio di Acquasanta per mancanza di soldi”.

Bizzarri ha difeso il vice presidente dell’Amiternina Calcio Pasquale Specchioli che di recente ha chiamato in causa il terremoto del 2009 come ‘motore’ per il calcio vincente in città grazie agli appalti per la ricostruzione affidati ai costruttori che gestiscono società come L’Aquila Calcio.

“Avrei preferito un calcio più in difficoltà ma senza terremoto”, le parole di Specchioli che hanno scatenato un putiferio, ma per Bizzarri “ha detto che è stato travisato il suo discorso, tutti con la ‘mente del dopo’ potremmo dire la stessa cosa. Quando il sindaco di Scoppito, deceduto, Angelo Cortelli, ha chiesto aiuto al sindaco dell’Aquila, Cialente ha risposto ‘ci sono’ e ha girato a Scoppito una parte dei soldi raccolti dalla Gazzetta dello Sport. Questo significa collaborare, darsi una mano. Purtroppo – commenta Bizzarri, papà del ballerino Leonardo pronto all’avventura con la danza targata Cus L’Aquila – il terremoto lo abbiamo avuto, dobbiamo ricostruire L’Aquila e i Comuni limitrofi nel più breve tempo possibile. Ricordo sempre una frase del presidente dell’Ascoli, la ‘buonanima’ Costantino Rozzi, che diceva ‘fino a quando il Comune di Ascoli mi farà lavorare, io manterrò la squadra in serie A’. Ben vengano gli imprenditori nello sport, purché non ricattino le amministrazioni”.