L’AQUILA – A pochi giorni dalla sua nascita, l’associazione “Lavori@mo per L’Aquila”, che conta già centinaia di aderenti, chiede “attenzione e impegno” alla politica abruzzese – che ha ruoli locali, regionali e nazionali – “sul tema della corretta applicazione della Clausola Sociale introdotta dal nuovo Codice degli Appalti, prima dalla imminente emanazione del nuovo Bando di gara relativo al Contact Center Inps-Inail-Equitalia”.
Il servizio, spiega l’associazione in un comunicato, “è gestito all’Aquila da Transcom e in subappalto dal Consorzio Lavorabile, ed occupa complessivamente 560 addetti. Oltre il 25 % dei 480 dipendenti di Lavoragile è disabile. Si tratta della più grande delle sedi operative che gestiscono il servizio a livello nazionale”.
La lettera, firmata da Venanzio Cretarola, presidente di Lavoriamo per L’Aquila, è stata inviata al sottosegretario alla Giustizia, Federica Chiavaroli, ai parlamentari della Regione Abruzzo, al presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, al vice presidente della Giunta regionale d’Abruzzo col delega alle Attività produttive e alle Crisi industriali, Giovanni Lolli, al presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, agli assessori e ai consiglieri regionali, al presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio De Crescentiis, al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, al vice sindaco, Nicola Trifuoggi, agli assessori e ai consiglieri comunali aquilani.
Nella lettera, dunque, si esorta a una “necessaria iniziativa ‘preventiva, senza attendere che i problemi esplodano perché sarebbe irreparabile.
La corretta applicazione della norma vuol dire prevedere nel nuovo bando di gara, anche in caso di successione di imprese, la piena tutela dell’occupazione degli attuali lavoratori con il mantenimento degli attuali trattamenti contrattuali. Solo così si può garantire contestualmente anche la concorrenza ‘leale’ fra tutte le aziende partecipanti, evitando anomale offerte al ribasso solo a scapito dei lavoratori”.
Anche perché, viene fatto notare, “nel settore dei contact center dell’Aquila sono presenti attività molto qualificate sia nel mercato pubblico che in quello privato, con personale in possesso di rilevanti professionalità. È impensabile farne a meno e si tratta dell’unico settore in grado di promuovere nuova ‘buona’ occupazione per centinaia di giovani e meno giovani. Una crisi del settore a L’Aquila sarebbe un dramma.
Permane però in Italia una preoccupante tendenza – anche da parte di Enti pubblici – alla semplice riduzione del costo del lavoro, persino al di sotto dei minimi contrattuali. Questo penalizza le aziende più corrette, favorisce le aziende più ‘spregiudicate’ e alimenta la crescente delocalizzazione all’estero”.
“Chiediamo quindi ad ognuno di voi di incontrarci per darci la possibilità di illustrare approfonditamente le nostre proposte, finalizzate all’avvio di un percorso di garanzia applicabile in tutte le realtà del settore, per la tutela dell’occupazione in un territorio in costante e pesante crisi occupazionale”, la richiesta dell’associazione “per lo sviluppo e il lavoro promossa dai lavoratori dei contact center, settore che con i suoi 1.800 addetti costituisce il maggiore polo occupazionale dell’Aquila”.



