L’AQUILA – Doccia fredda per L’Aquila Calcio.
Il Consiglio federale ha deliberato oggi la non iscrizione al campionato di Prima Divisione di Lega Pro di cinque squadre: Gela, Salernitana, Lucchese, già certa, Atletico Roma e Ravenna, su cui c’era il dubbio.
A questo punto saranno cinque i ripescaggi in Prima, con l’organico dei campionati che resterà fisso a 76 unità, e L’Aquila con estrema probabilità non sarà ripescata, in quanto sesta nella graduatoria ufficiosa.
Margini di manovra possibili ci sono per ulteriori, eventuali disgrazie altrui, ma le speranze sembrano veramente ridotte al lumicino.
In particolare, la pericolante situazione societaria del Pergocrema potrebbe portare a una sua esclusione, mentre lo scandalo del calcioscommesse potrebbe coinvolgere Ravenna e Alessandria. Dubbi (pochi) anche sull’Avellino, mentre in generale vale il discorso che andrà testata la solidità delle fideiussioni di tutte le squadre che faranno domanda.
Al di là di queste timide speranze, una nuova beffa a un soffio dal traguardo per la società di via Ulisse Nurzia, che a questo punto deve riflettere seriamente se valga la pena prodursi in uno sforzo sovrumano per trovare la somma di 1,4 milioni necessaria solo per presentare la domanda (due fideiussioni bancarie da 600 mila euro più altri 200 mila a fondo perduto), per poi ritrovarsi con un pugno di mosche in mano.
Domani sera è prevista l’assemblea dei soci, ci saranno tutti i massimi vertici per fare il punto: il presidente, Elio Gizzi, il direttore generale, Fabio Aureli, il direttore sportivo, Ercole Di Nicola e il segretario, Antonio Ranucci, che ha seguito le vicende in Lega e in Federazione relative ai ripescaggi e ha stilato anche la graduatoria.
“Già prima dovevamo contare sulle disgrazie altrui, ora servono autentiche sciagure, forse dovremmo fare le macumbe”, ha mormorato fortemente deluso dopo l’ufficializzazione delle decisioni.
Nell’assemblea di domani sarà da valutare anche la posizione dei due vice presidenti, Giuseppe Taffo e Massimiliano Nurzia, dati entrambi in uscita dai quadri societari e che Gizzi potrebbe sostituire con nuovi imprenditori.






