L’AQUILA – Una serata tutta rossoblù quella di ieri, in una piazza San Bernardino a dir poco gremita, per presentare L’Aquila Calcio.
Una serata di festa – a pochi giorni dall’esordio contro il Gubbio in casa, prima giornata di Lega Pro Unica sabato al ‘Fattori’ – condita però da tanti fischi e insulti al sindaco, Massimo Cialente, e all’assessore allo Sport, Emanuela Iorio, cui i tifosi rossoblù non hanno perdonato la responsabilità istituzionale del disastro burocratico per la fine dei lavori dello stadio di Acquasanta, slittati per l’ennesima volta dopo un pastrocchio tecnico in sede di gara d’appalto.
Anche se l’impianto, di proprietà comunale verrà affidato oggi alla società rossoblù ufficialmente, come svelato proprio nel corso della presentazione di squadra e staff.
Sul palco di piazza San Bernardino sono saliti tutti i protagonisti rossoblù guidati da mister Giovanni Pagliari, sorriso grande e piedi ben piantati per terra come sempre, che ha promesso “massimo impegno” da parte di ogni anima del sodalizio aquilano, in un clima di enorme fiducia attorno a squadra, rinnovata e rinforzata con gente del calibro di Perna e Pacilli, e società, una società in continua evoluzione e con due nuovi sponsor a supporto.
Tra musica dal vivo suonata da talenti tutti aquilani e vecchie glorie come Marco Di Chio, senza dubbio il più osannato, Massimiliano Marcosanti, Davide Di Nicola, Gianni Boccia e l’attuale allenatore dei portieri Marco Onesti, sul palco sono saliti tutti i protagonisti della stagione che sta per cominciare, un girone B di Lega Pro Unica pieno di nobiltà del centro e del nord Italia.
“Comincia una stagione stimolante – le parole del presidente Corrado Chiodi – che proveremo a far diventare memorabile. C’è tanta fiducia, sento un grande entusiasmo per questa nuova avventura. Cercheremo di regalare ai nostri tifosi e alla città le soddisfazioni che meritano”.
“Certo – ammette Chiodi – vorremmo avere l’opportunità di poter iniziare a far fruttare il nuovo stadio, che ci verrà affidato dal Comune. Attendiamo con ansia la fine dei lavori, sperando che non si blocchi tutto di nuovo con i ricorsi”.






