L’AQUILA – Quando al triplice fischio lo speaker annuncia che, in virtù del successo con la Paganese e delle concomitanti “frenate” di Pontedera e Frosinone, L’Aquila è di nuovo prima in classifica, lo stadio “Fattori” trasuda di gioia ed euforia.
Un entusiasmo che si tocca con mano anche in sala stampa anche se il presidente rossoblù, Corrado Chiodi, preferisce rimanere con i piedi ben saldi a terra.
“Come al solito – esordisce – i ragazzi hanno sfoderato una grandissima prova dal primo all’ultimo minuto. In ogni caso non dobbiamo illuderci, il campionato è ancora lungo e bisognerà affrontarlo con la stessa umiltà che ci ha contraddistinti finora, perché è da domenica prossima che verrà il difficile”.
In effetti, il trittico terribile Perugia-Benevento-Pontedera si aprirà proprio tra sette giorni in terra umbra.
“Onestamente – ammette Chiodi – a inizio stagione non mi sarei mai aspettato di andare a giocare al ‘Curi’ da capolista. È un vero e proprio sogno, ma attenzione: per fare risultato su un campo del genere bisognerà giocare senza pressioni, bensì con la serenità di chi non ha nulla da perdere e tutto da guadagnare”.
Entusiasmo contagioso nelle parole del vice presidente Massimo Mancini, al settimo cielo per l’ennesima convincente prestazione di Corapi e soci.
“La squadra è stata straordinaria – afferma – e il primato è la giusta ricompensa per un gruppo che sta crescendo ogni settimana di più. I tifosi ci sono vicini, sia in casa che in trasferta, e il merito dei nostri risultati è anche loro. Sognare si può? Certo, se la piazza ci crede, non possiamo che remare nella stessa direzione”.
La parola passa poi al condottiero della truppa aquilana, mister Giovanni Pagliari, che si dimostra come di consueto poco avvezzo ai facili entusiasmi.
“La classifica è oggettivamente stupenda – dichiara – ma non dobbiamo guardarla, ai ragazzi ho detto che i cavalli di razza si vedono alla fine della corsa e la nostra è appena cominciata”.
Successivamente, il tecnico di Tolentino si sofferma sull’analisi del match. “Nel primo tempo – spiega – ho visto buone trame di gioco e due bellissimi gol. Nella ripresa, invece, non mi sono piaciuti alcuni aspetti, ci siamo abbassati troppo e sulle ripartenze siamo stati poco incisivi. Ma si tratta di un pelo nell’uovo, oggi non è il caso di essere critici, anche perché il primo tiro in porta della Paganese è arrivato a tempo praticamente scaduto”.
Difesa impeccabile, dunque, anche grazie a Zaffagnini, sceso in campo malgrado un infortunio non ancora del tutto smaltito. Ulteriore testimonianza di un gruppo granitico, che sa sacrificarsi.
“Senza dubbio – conviene Pagliari – Andrea aveva la caviglia gonfia, ma ha voluto giocare a ogni costo e devo riconoscere che non ha sbagliato quasi nulla, così come tutti i suoi compagni. Ecco, se c’è una cosa che oggi mi ha soddisfatto appieno, è stato lo spirito della squadra, indipendentemente da sbavature tecniche che ogni tanto possono verificarsi”.
Ora L’Aquila è attesa dalla difficile trasferta di Perugia, piazza che a mister Pagliari evoca piacevoli ricordi.
“Nel capoluogo umbro – racconta – ho trascorso otto anni indimenticabili, di cui sei da giocatore e due da allenatore. Esperienze che rimarranno sempre nel mio cuore, ma che domenica prossima non mi tangeranno affatto: adesso sono legatissimo all’Aquila e farò di tutto per tornare dal ‘Curi’ con tre punti in tasca. Il segreto per vincere? Giocare con grande intensità, altrimenti si rischia di finire in balia del Perugia”.
Per concludere, è Marco Frediani, autore del raddoppio che di fatto ha chiuso i conti già nel primo tempo, a commentare il successo contro la Paganese.
“Vittoria fondamentale – afferma – sia perché abbiamo riscattato il mezzo passo falso di Barletta, sia perché ci ha permesso di conquistare la leadership del girone. Abbiamo condotto un’ottima gara, forse potevamo fare di più nella ripresa, ma va bene così. Contentissimo per il gol, lo dedico alla mia famiglia e allo straordinario pubblico aquilano”.
Sul prossimo incontro che vedrà L’Aquila contrapposta al temibile “Grifo” biancorosso, il baby talento scuola Roma si esprime così: “Troveremo una squadra affamata di punti che davanti ai propri tifosi vorrà fare risultato pieno a tutti costi, ma noi non dobbiamo lasciarci intimorire, perché se giochiamo come sappiamo possiamo mettere in difficoltà chiunque”, conclude.






