L’AQUILA – “Il prossimo sarà un campionato di transizione per prendere le misure alla Prima Divisione e programmare la stagione successiva”.
Nonostante l’“abbiocco” dovuto alla notte in bianco causata dalla storica promozione della sua L’Aquila Calcio, ha le idee chiare il presidente rossoblù Corrado Chiodi, che vuole prendersi una settimana di “riposo mentale” ma sta già pensando alla prossima stagione.
La sua L’Aquila affronterà tante corazzate, comunque vengano fatti i gironi. Ma non ci saranno retrocessioni e quindi ci si potrà assestare serenamente. Bando, comunque, a programmi ambiziosi, “su questo sarò chiaro”.
Qualche indizio sulla possibile permanenza dello staff tecnico, “squadra che vince non si cambia”, per quanto bisognerà valutare le singole posizioni di dirigenti, allenatore e giocatori.
Interessanti le conferme sui cambiamenti nell’assetto societario, “ci sono altri costruttori disposti a entrare”, mentre Elio Gizzi “non vedo motivo per cui dovrebbe andarsene, se sono qui è grazie a lui”, e sulle voci che il vero presidente ‘ombra’ sia il suo amico nonché predecessore, “non mi interessano, a me va bene così”.
Come ha dormito questa notte e com’è stata la sua giornata?
Non ho dormito molto, abbiamo fatto tardissimo e mi sono alzato presto perché avevo tante cose da fare legate al lavoro. Ora sono in una fase di torpore, non so come descriverlo, un rilassamento generale, ma penso che sia normale. Gli ultimi giorni sono stati durissimi, c’erano apprensione, paura, componenti che mi hanno portato tanta agitazione. Nelle ultime due settimane ho trascurato un po’ il lavoro, meno male che c’è mio fratello Massimo che mi sostituisce al 100%, sono molto fortunato.
Ha letto il possibile girone del prossimo anno? Tante corazzate, ci sarà da divertirsi…
Ho letto le ipotesi ma non è ancora stato stabilito il criterio: i calendari arriveranno a fine luglio o i primi di agosto, non si sa se la composizione sarà con una suddivisione orizzontale o verticale. In ogni caso è probabile che capiteremo con grossi club che scendono dalla serie B. Questo mi dà tensione ma mi faccio forza del fatto che non si retrocede per via della riforma. Sarà un anno sabbatico, metteremo in prova le nostre qualità in vista del successivo. Non farò nessun programma, lo dirò anche ai tifosi: faremo un campionato per capire che cosa è la Prima Divisione, poi cominceremo a organizzarci di dovere. Il primo anno nella serie superiore ci sono presupposti per salire ma anche per scendere, sono contentissimo che siamo nell’anno della riforma.
Inutile chiederle oggi sulle conferme o le partenze nello staff dirigenziale e tecnico.
Parleremo la settimana prossima e vedremo, è ancora presto. Certo, in genere squadra che vince non si cambia, ma vedremo. Penso che quest’anno ci siano presupposti per fare un ottimo campionato e che chiunque sia propenso a stare con noi: loro, ma anche altri.
Quali novità ci saranno invece nella composizione societaria?
Ho già sentito altri costruttori, imprenditori, che sarebbero disposti a entrare in società. Questa settimana prendiamocela di riposo mentale, poi ricomincerà il lavoro e metteremo a punto l’assetto.
Ancora costruttori? Ma non rischiano di esserci troppi galli a cantare?
La constatazione l’abbiamo fatta quest’anno, tra soci minoritari e quelli con le quote più alte siamo più di 10 e siamo andati d’amore e d’accordo, senza alcuno screzio. Mai c’è stata una seduta in cui qualcuno si è alzato ed è andato via. Probabilmente siamo pronti e maturi da poter accogliere altre persone.
Veniamo al suo rapporto con Elio Gizzi, prima che soci siete amici.
Sono entrato nell’Aquila Calcio perché c’era lui ed è stato lui a chiedermelo, spiegadomi che non avrebbe reiscritto la squadra se fosse rimasto solo. Ho accolto l’invito e mi ci sono gettato a capofitto. Io con il mio entusiasmo, lui con l’esperienza, uniti ad altri soci abbiamo raggiunto il risultato.
Ma è vero che tra voi ci sono dissidi? C’è chi dice che il ‘vero’ presidente sia rimasto lui.
Non ci penso a queste voci, non è un problema. L’assetto a me va bene così come sta.
E se decidesse di andarsene, come ha paventato?
Non credo che accadrà: lui è un vero uomo di calcio e ha creato questa società ed è giusto che la porti avanti, non vedo motivi per cui se ne possa andare. Poi se ci sono motivi che non conosco, lo vedremo.
Adesso il tormentone sarà il nuovo stadio di Acquasanta. Il sindaco, Massimo Cialente, durante i festeggiamenti ha promesso un impegno importante.
Farò subito un incontro con lui, sarà il caso che ci cominciamo a muovere. Senza l’obiettivo raggiunto si parlava solo, ma adesso l’impianto è prioritario. Bisogna accelerare i tempi e non se ne può fare a meno, non ci sono deroghe. Il Fattori sarebbe utilizzabile solo con una videosorveglianza e l’installazione dei tornelli ma mancano altri requisiti e non so fino a che punto il Comune possa ovviare. E poi lo stadio nuovo sarebbe il pretesto per la curiosità della gente, penso che avremmo molti più abbonamenti.
Si aspetta una grande risposta del pubblico?
Certo, quando sarà il momento inciterò tutti i tifosi a venire allo stadio. Il saliscendi del pubblico non va bene, adesso l’entusiasmo c’è, mi devono dimostrare che quello che dicevano era vero. Se i risultati portano gente, ora gliel’ho dato il risultato e voglio vedere alla prima del prossimo campionato quanti spettatori ci saranno.
Chiudiamo con i grandi ex tornati al “Fattori” con l’impegno vostro e di questo giornale. Si è emozionato?
Sì, alcuni di loro li avevo conosciuti di persona in passato, altri solo di nome e per questo mi ha fatto un immenso piacere poter stringere loro la mano. L’atmosfera è stata magnifica, anche perché la partita è andata bene.






