L’AQUILA – Non si sana la frattura tra il presidente dell’Aquila Calcio, Elio Gizzi, e l’associazione costruttori provinciale che, per bocca del presidente, Gianni Frattale, ha annunciato di voler “adottare” L’Aquila Rugby.

Il giorno dopo l’anticipazione di AbruzzoWeb, Gizzi chiarisce di non aver parlato direttamente con il presidente dell’Ance, ma con il suo vice, Stefano Cipriani, e rinfocola la polemica perché, a suo dire, non si può decidere in un consiglio ristretto una mossa del genere, ma bisogna informare l’assemblea intera.

Inoltre, secondo il patron della società rossoblù, l’Ance non dovrebbe foraggiare economicamente una singola società sportiva. Gizzi lancia infatti l’alternativa di creare un fondo che possa essere ripartito tra tutte le società bisognose per risolvere i problemi post-terremoto dell’impiantistica sportiva.

Frattale, dalla sua, ribadisce che L’Aquila Rugby non è solo una società ma un “simbolo dell’Aquila nel mondo” e che la proposta è stata lanciata, ma non ancora ratificata.

Il presidente Ance, infine, smentisce la possibilità, adombrata da Gizzi, di voler investire personalmente nel sodalizio rugbistico neroverde, assicurando che qualsiasi operazione sarà fatta solo a nome dell’associazione.

GIZZI: ”LA DECISIONE ANDAVA CONDIVISA, SE FRATTALE VUOLE FARE LO SPONSOR NON USI L’ANCE”

Per Gizzi è prima di tutto un problema di metodo.

“Quando ho saputo che l’Ance aveva annunciato di voler adottare L’Aquila Rugby – spiega – mi sono innervosito, sia in quanto componente dell’associazione e sia come presidente dell’Aquila Calcio. Ma non perché i soldi debbano andare anche al pallone: con Cipriani mi sono lamentato per la forma, perché una proposta del genere andava portata e discussa in assemblea. Non sono cose che si decidono in Consiglio, in quattro persone, se ci sono 300 soci”.

Il presidente rossoblù entra poi anche nel merito. “Se l’associazione costruttori vuole fare qualcosa per questa città – propone – visto che c’è stato il terremoto e tanti imprenditori stanno lavorando, può adottare un monumento, fare un restauro, ma non finanziare una sola società che poi non è una onlus, ma una società di capitali”.

Per Gizzi, in alternativa si potrebbe “creare un fondo sportivo e ripartirlo per tutte le società sportive, non per pagare i giocatori, ma per gli impianti. Se per esempio – prospetta – si trovano 500 mila euro, 100 mila possono servire per un pullman dell’Aquila Calcio, 200 mila all’Aquila Rugby per il campo di piazza d’Armi, 50 mila per una palestra e così via”.
 
Il patron rossoblù paventa poi la possibilità che il presidente Ance voglia investire di suo nel mondo della pallaovale.

“Se Frattale – chiude – vuole fare il main sponsor personalmente, con la sua azienda, ma senza utilizzare la struttura dell’Ance, a me non interessa. Ma non può sfruttare le associazioni per fini personali. L’Ance è di tutti”.

FRATTALE: ”L’ADOZIONE NON E SICURA, MA GIZZI PERCHE’ SPONSORIZZA IL CALCIO?”

Frattale afferma di voler evitare polemiche, ma alla fine non rinuncia a qualche frecciata. “Gizzi non l’ho mai conosciuto, l’ho visto solo in televisione”, premette, aggiungendo pure che se ci sono problemi “per educazione si dovrebbe andare a parlare al presidente dell’Ance”.
 
Sulle problematiche e le proposte sollevate dal patron rossoblù, il presidente provinciale Ance spiega che “queste sono sue considerazioni, e non le capisco. Ha tutto il diritto di fare quello che ritiene opportuno – afferma – io sono neutrale e non dico nulla, lascio che parlino gli altri. Non parlo e non voglio entrare in polemica né in chiacchiere”.

Ma poi Frattale ribalta la questione lanciando una serie di interrogativi. “E allora lui perché ha scelto di sponsorizzare L’Aquila Calcio? Quali sono i vantaggi? Quali erano e quali sono i suoi interessi oggi? Perché deve spendere soldi? Ognuno stia a casa sua e si lavi in casa i panni sporchi”.

Andando nello specifico alla proposta di adozione, il presidente dei costruttori spiega che “assieme al Consiglio la proposta è stata lanciata, ma non è detto che si farà. Se rispondono gli imprenditori – spiega – si farà. Ma sulla maglia non ci sarà il nome di Frattale o altri imprenditori, sempre quello dell’Ance”, rispondendo con questo a quanto ipotizzato da Gizzi sulla volontà che Frattale voglia impegnare direttamente le sue aziende per il rugby.

Quanto all’ipotesi che il presidente dell’Aquila Calcio possa lasciare l’Ance per protesta, “non è che ci mettiamo a piangere se si cancella, anzi”, sbotta in conclusione Frattale.

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