L’AQUILA – Una bravata, comunque disprezzabile, ma con qualche elemento preoccupante.
Sono stati ‘presi’ e denunciati i quattro bulli, manca ancora il quinto della combriccola però rimasto fuori dall’edificio, che lo scorso 29 ottobre hanno seminato il panico in una classe della scuola media ‘Alighieri’ dell’Aquila con un’incursione che ha causato il ferimento di un alunno di terza, dieci giorni di prognosi dopo un pugno al volto e dei segni sul collo di un altro alunno aggredito e strangolato.
I dettagli della vicenda li hanno sviscerati stamani il capo della squadra Mobile Maurilio Grasso e il capo della squadra Volanti Enrico Rendesi.
I quattro bulli, col quinto come già scritto rimasto all’esterno della scuola, sono riusciti a introdursi nell’edificio mischiandosi agli altri alunni in entrata alle 8,25 del mattino. Una volta dentro, hanno ‘puntato’ una classe e hanno cominciato a impartire ordini, l’insegnante non era ancora in aula, all’inizio suscitando l’ilarità degli stessi alunni che però si sono resi conto poco dopo che quei quattro non scherzavano affatto.
Qualcuno si è subito ribellato, un’alunna è stata insultata e minacciata, cosa che ha suscitato la reazione di un compagno di classe però spintonato e scaraventato a terra da uno dei bulli. Un altro bullo nel frattempo ha messo le mani addosso a un alunno, anche qui c’è stata la reazione di un compagno di classe che si è beccato un pugno in faccia. Alla fine, i quattro aggressori se la sono data a gambe all’arrivo dei professori.
Per tre di loro è scattata la denuncia per lesioni, violenza privata invece per tutti e quattro. Poi ci sono le ingiurie e le minacce ma spetterà ai genitori degli aggrediti la decisione di querelare gli aggressori. Del caso è stata informata la Procura dei minori. Nel calderone, anche percosse e interruzione di pubblico servizio. L’allarme alle forze dell’ordine è arrivato proprio dalla scuola.
Ieri mattina due del gruppo sono stati individuati intorno alla ‘Dante’ nel corso di un’operazione di appostamento.
“Si tratta di un bullismo fine a se stesso, ma va comunque monitorato perché ha degli elementi che possono far preoccupare – le parole di Grasso – certo non si può parlare di allarme sociale. Questi ragazzi vanno regolarmente a scuola e hanno genitori perbene che lavorano e che non hanno problemi gravi da affrontare”.
“Bisogna fare i complimenti agli alunni – dice Rendesi – si sono dimostrati coraggiosi e disponibili a parlare di quanto accaduto. Un bel segnale, perché in genere quando c’è di mezzo il bullismo si tende sempre a restare in silenzio, magari per paura di ritorsioni”.
Intanto si indaga su due episodi recenti che hanno interessato la stessa ‘Dante’, presa di mira da qualcuno che ha lanciato mele e oggetti vari contro i vetri, durante l’orario di lezione. Si cerca di capire se l’aggressione dell’altro ieri sia in qualche modo collegata.




