L’AQUILA – Per l’amministrazione comunale dell’Aquila il Progetto Case si conferma un miniera di debiti.
Alcuni mesi fa, ricorda Il Centro, Banca Sistema, nella veste di cessionaria dei crediti di Enel Energia, ha notificato un decreto ingiuntivo, immediatamente esecutivo, per quasi 4 milioni e mezzo in relazione alle fatture di energia elettrica non pagate, circa 500, che riguardano, per l’appunto, il Progetto Case.
L’ufficio legale, con gli avvocati Domenico de Nardis e Andrea Liberatore, si è opposto al decreto ingiuntivo, ma Banca Intesa ha deciso comunque di avviare l’azione esecutiva contro l’ente pignorando nella Tesoreria la somma, ancora maggiore in relazione ad altri crediti, di sette milioni. Un’ esecuzione che, se portata a termine, avrebbe potuto rappresentare un pericolo serio per la stabilità economica del Comune.
Lo stesso ufficio legale, dunque, ha proposto dinanzi al tribunale di Roma, competente per territorio, un’istanza di sospensione dell’esecutività del decreto ingiuntivo e l’avvocato Liberatore si è recato al Tribunale civile capitolino per discutere la sospensiva e indurre il giudice a sospendere l’esecuzione. Il tribunale di Roma ha sospeso l’esecutività del decreto ingiuntivo accogliendo le tesi del Comune.
Per adesso, dunque, il Comune è riuscito a tamponare la rischiosa azione esecutiva guadagnando tempo prezioso per risolvere l’annosa controversia delle bollette inevase, problemi che partono da lontano. Per alcuni anni post-sisma (almeno fino al 2012) gli utenti del Piano Case non hanno pagato le bollette perché, tra l’altro, nessuno le aveva recapitate ai destinatari.
Poi, quando sulla questione ha messo l’occhio la Corte dei Conti, qualcosa si è mosso, ma in Comune i dirigenti si sono accorti che tra la spesa effettiva per gas ed energia e quanto introitato dalle bollette c’era un abisso e il debito nei confronti di Enel è cresciuto.



