L’AQUILA – “La nostra Banca – ha detto il presidente Bcc Roma Francesco Liberati – ha con l’Aquila un legame speciale che si è rafforzato dopi i tragici eventi del 2009. Siamo stati molto vicini alla città e continuiamo ad esserlo attraverso il nostro impegno creditizio e solidaristico, sostenendo famiglie, imprese e associazioni. Uno sforzo che sta dando i suoi frutti, sia pure con lentezza soprattutto per quel che riguarda il centro storico, dove stiamo aspettando di erogare i 5 milioni di euro raccolti dalle Bcc italiane per Palazzo Margherita, di cui 1,5 milioni donati dalla nostra Banca. Riguardo all’intervento per la Bcc di Teramo – ha proseguito – ci siamo dichiarati disponibili a intervenire solo perché questo ci è stato richiesto dal Consiglio di Amministrazione della Bcc di Teramo stessa, in mancanza di alternative locali da parte di altre Bcc abruzzesi. Solo a seguito di questa richiesta abbiamo avviato una due-diligenze per valutare la fattibilità dell’operazione, due-diligence che è tuttora in corso”.
Il Direttore Generale Mauro Pastore ha posto l’accento “sulla situazione aziendale a consuntivo 2015, confermando i buoni numeri della Banca al servizio di famiglie e piccole imprese (+4,8% la raccolta e +8,1% gli impieghi retail), in controtendenza rispetto agli andamenti di sistema e, quindi, sulla solidità della Banca e quella del sistema del Credito Cooperativo italiano che è capace di far fronte al suo interno alle situazioni di crisi senza aiuti esterni, come accaduto nell’intervento per la Bcc Padovana – contrariamente al caso delle 4 banche italiane salvate a fine 2015 – e tenendo conto in primo luogo delle esigenze della comunità locale”.
“Comunità per la quale – ha affermato l’Arcivescovo Molinari – la Banca è un grande servizio e, in tal senso, ha auspicato che l’insegnamento sociale della Chiesa continui a rimanere sempre il principio ispiratore dell’attività della Banca stessa”.
Anche la senatrice Stefania Pezzopane ha ricordato il ruolo centrale Bcc Roma al servizio della comunità locale, sottolineando come la riforma del Credito Cooperativo – che passerà presto al vaglio della Commissione Finanze del Senato – sia molto importante per il rafforzamento complessivo del sistema e che Bcc Roma, in questa fase, può essere molto importante nell’andare a supporto delle piccole BCC in difficoltà, proprio nell’ottica della prossima attuazione della riforma.
I DATI
Utile netto a 18,4 milioni di euro e margine di interesse a 168,2 milioni di euro. Fondi propri per 715,1 milioni di euro, con CET 1 e Total Capital Ratio al 14,4%.
La Banca di Credito Cooperativo di Roma è la prima Banca di Credito Cooperativo in Italia. Fondata nel 1954 con il nome di Cassa Rurale ed Artigiana dell’Agro Romano, opera nel Lazio e nell’Abruzzo e, dal 19 dicembre scorso, anche in Veneto a seguito dell’acquisizione della Banca Padovana di Credito Cooperativo.
Per effetto di tale acquisizione l’attivo totale della Banca è salito a 12,3 miliardi di euro, mentre la rete di agenzie è passata a 179 unità, oltre a 28 sportelli di tesoreria. Il numero dei dipendenti è salito a 1.480, mentre quello dei clienti a circa 360.000 in gran parte famiglie e piccole imprese, oltre che PA ed Enti. La Banca oggi conta oltre 30.700 soci e dispone di un patrimonio aziendale di 715,1 milioni di euro.
Al netto dei valori riconducibili all’acquisizione di Banca Padovana di Credito Cooperativo, nell’ultimo triennio gli impieghi e la raccolta diretta sono aumentati rispettivamente del 10,9% e del 12,7% e negli ultimi dieci anni mediamente ogni anno del 8,7% e del 6,3%, attestandosi al 31 dicembre 2015 a 6,0 miliardi di euro (+4,4% sul 2014) e 7,9 miliardi di euro (-0,2% sul 2014).
In base all’ultima classifica stilata da Mediobanca (dicembre 2015), nel 2014 BCC di Roma si è classificata al primo posto tra le banche di Credito Cooperativo per totale attivo, impieghi, raccolta, patrimonio netto, utile netto, numero sportelli.
La Banca nella sua attività si ispira ai principi fondanti della cooperazione, quali la mutualità e la solidarietà, che si concretizzano nell’orientamento al cliente e nel radicamento sul territorio di riferimento, contribuendo a promuovere il benessere delle comunità dove opera e il loro sviluppo economico e culturale attraverso un’attiva azione di responsabilità sociale.





