L’AQUILA – “Ciò che era accaduto qualche mese prima delle elezioni regionali del marzo 2024, si sta tristemente ripetendo in questi giorni. Oggi come allora, l’attività amministrativa è paralizzata per le faide interne alla maggioranza di centrodestra, alle prese con l’ennesima – vergognosa – guerra di potere”.

Lo afferma in una nota il segretario cittadino del Pd dell’Aquila Nello Avellani.

Il sindaco Pierluigi Biondi, di Fdi, secondo Avellani, “aveva già disarticolato il ‘gruppo’ Santangelo per costituire, in seno al Consiglio comunale, il gruppo ‘L’Aquila protagonista’ così da riequilibrare i rapporti di forza interni a Fratelli d’Italia, col gruppo consiliare meloniano nell’orbita del nemico Guido Liris, e ha ora sfaldato anche la Lega, ‘favorendo’ la rottura col Carroccio dell’assessora Laura Cucchiarella e persino del segretario provinciale Daniele Ferella che, per il momento, confluirà nel gruppo misto”.

LA NOTA

In questi anni, ci siamo tristemente abituati ai continui cambi di casacca dei consiglieri comunali di maggioranza, in perenne transito da un partito all’altro, allargandone o restringendone l’agibilità politica per far ‘pesare’ le loro aspirazioni personali, tra la costituzione di nuovi gruppi consiliari, la scomparsa di altri, rimescolamenti e tradimenti.

Ciò che sta accadendo in queste settimane, però, ha francamente dell’incredibile, e non lascia presagire nulla di buono per i mesi a venire, verso le elezioni comunali della primavera 2027. Ieri, il Consiglio comunale doveva discutere argomenti fondamentali per la vita delle cittadine e dei cittadini, dal futuro del Progetto Case agli indici di vulnerabilità delle scuole frequentate dai nostri figli che, come denunciamo da tempo, per 11 edifici su 17 di competenza comunale sono al di sotto delle soglie di sicurezza stabilite dalle norme.

L’assise però è saltata per le tensioni che stanno facendo deflagrare la maggioranza.

Il sindaco Biondi, che già aveva disarticolato il ‘gruppo’ Santangelo per costituire, in seno al Consiglio comunale, il gruppo ‘L’Aquila protagonista’ così da riequilibrare i rapporti di forza interni a Fratelli d’Italia, col gruppo consiliare meloniano nell’orbita del nemico Guido Liris, ha ora sfaldato anche la Lega, ‘favorendo’ la rottura col Carroccio dell’assessora Laura Cucchiarella e persino del segretario provinciale Daniele Ferella che, per il momento, confluirà nel gruppo misto.

Nonostante le smentite di rito, è chiara la regia del primo cittadino che sta già lavorando alla lista personale con cui misurerà il suo consenso alle elezioni comunali.

Lo diciamo da anni, ora i fatti lo dimostrano senza ombra di dubbio: a Biondi non è mai interessato niente dell’Aquila, la sua ossessione è la scalata politica personale, il suo unico obiettivo è uno scranno in Parlamento.

Per ottenerlo, è disposto a tutto. Già alle recenti elezioni amministrative nei comuni del comprensorio ha provato a ‘piazzare’ i suoi fedelissimi, anche a scapito – anzi, soprattutto a scapito – delle altre forze di centrodestra e del suo stesso partito, pur di costruirsi una rete di consenso; ora, sta lavorando ad una lista elettorale di diretta emanazione per lanciare, dalle comunali dell’Aquila, la sua volata verso il Parlamento in guerra aperta con gli attuali rappresentanti abruzzesi del suo partito a Roma.

E chi se ne importa se, così, sta sfaldando la maggioranza a Palazzo Margherita, con la Lega annichilita, Forza Italia sulla difensiva e altri rappresentanti istituzionali di peso, tra gli altri l’assessore Vito Colonna, pronti a rompere con Fratelli d’Italia attratti, a loro volta, dai forzisti guidati da Santangelo che cerca di riequilibrare i rapporti di potere, anche con un rimescolamento degli equilibri in Giunta.

Una vera e propria guerra tra bande, il volto peggiore della politica, che si sta consumando a scapito delle cittadine e dei cittadini aquilani che aspettano risposte, oltre l’eventificio estivo che va esaurendosi. Intanto, alcune opere pubbliche attese da anni sembrano oramai dimenticate: dopo la posa di diverse prime pietre, non si conosce il destino del Ponte Belvedere, i cui costi di ricostruzione sono lievitati in modo assolutamente anomalo; il parco urbano di Piazza d’Armi resta solo un annuncio, non si hanno notizie del masterplan di San Basilio e, tanto meno, del masterplan di riqualificazione di viale della Croce Rossa; la ricostruzione delle scuole è ancora molto indietro, con i tempi di riconsegna dei plessi che continuano a slittare di anno in anno; non si parla più del recupero di Porta Barete, figuriamoci della riqualificazione urbanistica di aree importanti della città, si pensi all’area ex Banca d’Italia o a Valle Pretara che, in questi anni, è stato teatro di decine di passerelle politiche.

Che dire poi dei sottoservizi, quella che doveva essere la più importante opera pubblica del post terremoto, lasciata in stato d’abbandono sebbene fossero stati stanziati 80 milioni di euro. Per non parlare dello stato disastroso in cui versano le frazioni.

Lo scontro che si sta consumando tra le forze di maggioranza è emblematico del modo in cui, a destra, interpretano la politica e l’esercizio delle funzioni istituzionali accordate dai cittadini e dalle cittadine. Cittadine e cittadini che, oggi, assistono inermi allo scempio politico che si sta consumando per le ambizioni personali di chi, in questi anni, ha considerato L’Aquila soltanto un trampolino di lancio verso postazioni politiche di prestigio.