L’AQUILA – Non si è fatta attendere la replica del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, alla notizia anticipata da AbruzzoWeb dell’aumento degli stipendi ai componenti dell’amministrazione comunale.

L’aumento, come Cialente afferma nel suo post, è stato deciso alla fine dello scorso anno ma solo qualche giorno fa è stato reso noto con l’aggiornamento del sito Internet del Comune e nasce per un errore di calcolo rispetto a quanto prevede la legge sui compensi per gli amministratori.

Una “non notizia” come lo stesso primo cittadino afferma sul suo profilo Facebook: un’accusa da rispedire al mittente, perché la notizia c’è eccome e i tanti commenti di vario tenore dei cittadini stanno lì a testimoniarlo.

IL POST COMPLETO DEL SINDACO

Prima che si scateni una discussione spiego. L’aumento risale credo al mese di novembre o dicembre. È… stato dettato da una revisione dell’ufficio personale che ha scoperto che nei nostri compensi , o meglio nel loro calcolo, vi era stato per lungo tempo un errore rispetto a quanto prevede il minimo di legge.

Non abbiamo attivato il recupero degli arretrati, ed abbiamo anzi mantenuto una riduzione del 5 per cento del compenso che era stata introdotta già dalla giunta Tempesta. Sino a novembre il mio stipendio netto era di 2.200 euro, oggi di 2.390. In Italia, per città capoluogo di regione, di oltre 70.000 abitanti è in assoluto il più basso. Tra l’altro vi è una legge che prevede che il sindaco di città capoluogo di Provincia debba prendere lo stesso compenso del Presidente della Provincia. Non mi dispiacerebbe, visto che Del Corvo, e quindi i suoi assessori, prendono oltre il doppio di noi.

Sui costi della politica, la giunta aquilana è quella che costa meno. Nella scorsa legislatura i costi sono stati alti per il Consiglio per quanto riguarda le commissioni, nelle quali erano troppi consiglieri, e si è arrivato, con la V, a fare anche tre sedute a settimana. Ma presto pubblicheremo tutti i dati, sempre per la trasparenza. Il sito è stato aggiornato pertanto in ritardo per quanto riguarda i nostri compensi.

LE REAZIONI E L’ACCUSA

Fin qui il messaggio del primo cittadino sul social network, che ha scatenato una serie di reazioni e commenti.

Tra cui quello di una donna che afferma: “200 euro al mese? Complimenti e c’è gente come mio marito che vivono con le 700 euro misere della mobilità e non si trova uno straccio di lavoro neanche per raccomandazione… Davvero complimenti e Buon Ferragosto!”. Cialente replica: “Cara signora, mi spiace per suo marito. In effetti ha ragione Francesco. Se oggi fossi in ospedale guadagnerei almeno mille euro in più. Il punto non è questo. È che c’è oggi in Italia una crisi drammatica, ancor più accentuata a L’Aquila, a causa del sisma. Si deve lavorare per il lavoro. Si deve partire da un progetto: il piano strategico che dia un’idea di sviluppo. Non c’è altra soluzione”.

Un’altra utente incalza: “caro sindaco perché si giustifica? faceva prima a non accettarli” e il primo cittadino sembra perdere un po’ le staffe: “”Non accettarli? Ma di che parlate! Sono il politico forse meno pagato fra i tanti, non prendo lo stipendio dell’ospedale, lavoro 12-14 ore al giorno e avrei dovuto dire ‘no grazie’, vivo di mazzette?'”, aggiungendo: “Comunque per fortuna dal 1990 i miei redditi sono sempre stati pubblicati, da quando ero consigliere comunale. Ma lo sai che alcuni consiglieri rifiutano di farli pubblicare? Es. Verini negli scorsi anni” e rincarando successivamente la dose: “non mi giustifico. Di che, che applichiamo solo noi in Abruzzo una riduzione dello stipendio pari al 5 per cento, e applichiamo al minimo le tariffe di legge? Ho solo spiegato una non notizia di un giornalista”.

MA LA NOTIZIA C’E’ ECCOME

Accusa, quella di una “non notizia”, che va rimandata al mittente. Per una serie di ragioni.

La prima. Perché l’aumento c’è stato. Un fatto che già di per sé rappresenta una notizia degna di essere diffusa. Che poi sia stata resa nota a mesi di distanza è un altro paio di maniche. Questo giornale è abituato a riportare i fatti quando si verificano e sono circostanziati, lasciando ai lettori la più ampia possibilità di riflessione e approfondimento.

La seconda, come  ha fatto notare il sindaco e  come è stato correttamente riportato nell’articolo, l’aumento  è stato effettuato “tenuto conto di quanto disposto dal decreto legge numero 78/2010, convertito nella legge 122/2010, che ha ridotto del 10 per cento i compensi medesimi, e della circostanza che precedenti diminuzioni sono state superate, come sancito dalla sezione Autonomie della Corte dei conti nel 2010” e che comunque gli amministratori locali aquilani percepiscono un’indennità inferiore rispetto a quanto accade ai rappresentanti delle Istituzioni in altre città simili, per dimensioni e popolazione, a quelle dell’Aquila.

Dulcis in fundo, il primo cittadino, giustamente, rivendica di aver rinunciato all’aumento del 5 per cento sancito da una delibera di Giunta del suo predecessore. Altro elemento riportato nell’articolo senza alcun problema o preclusione.

Tutti elementi che il sindaco bolla come “non notizia”, denigrando e sminuendo pubblicamente il lavoro di chi scrive.

Un’opinione, quella del primo cittadino, ovviamente rispettabile e al tempo stesso opinabile, sulla quale, così come avvenuto per la questione stipendi, lasciamo che siano i lettori a farsi un’idea.