L’AQUILA – “Inaugurazione cialtronesca, raffazzonata e inutile”. Non usa mezzi termini l’opposizione al comune dell’Aquila, che per bocca di Giorgio De Matteis e Luigi D’Eramo oggi, in una conferenza stampa, getta benzina sul fuoco delle polemiche intorno all’inaugurazione dell’Auditorium di domenica scorsa.
L’espoente della lista “L’Aquila città aperta” mette subito in chiaro un dato di fatto: “Non si può parlare di inaugurazione per un luogo pubblico che deve essere ancora ultimato”. Il riferimento è alle parole dell’assessore Moroni, che, ad Abruzzoweb, ha dichiarato che l’Auditorium non sarà pronto prima del nuovo anno.
Ma gli aspetti contestati della gestione dell’Auditorium non finiscono qui.
Il Parco del Castello e, nello specifico, l’area in cui sorge il “cubo” di Renzo Piano è di uso civico. “Significa” spiega De Matteis “che si è costruito lì in barba alle regole e alla legittimità. Per non parlare poi, della provvisorietà dell’opera: con le sue dichiarazioni il Sindaco ha affermato che sarà definitivo, contraddicendo di fatto i documenti ufficiali”.
Nella delibera comunale con la quale si è consentita l’edificazione si parla di “opera provvisoria dell’architetto Piano”: qualora l’opera diventasse definitiva, infatti, andrebbe cambiata la delibera, portando a termine valutazioni differenti, ad esempio, per quanto riguarda l’impatto ambientale (Via).
E’ tutta l’area del Castello, sulla quale gravano progetti futuri, ad essere però sotto la lente delle critiche delle opposizioni. “Ancora non ci è stato detto in quale particella sorgerà il salotto urbano, nei pressi di Porta Napoli”, incalza Luigi D’Eramo, capogruppo della lista “Prospettiva 2020”.
“Non si conoscono né l’entità dei fondi stanziati, né l’estensione, né tantomento il progetto nello specifico. Considerando, inoltre, che l’area prevede anche un bar, vorremmo sapere quali sono le azioni che verranno portate avanti dall’amministrazione”.
“Il sindaco non vuole confrontarsi in aula”: lo ripetono spesso i consiglieri di opposizione, che colgono l’occasione per rilanciare l’allarme sui fondi per la ricostruzione.
“La Cassa Depositi e Prestiti vede un laconico zero alla voce fondi rimasti. Che fine hanno fatto i 500 milioni dei quali parlavano Barca e Ornaghi poco tempo fa? E che cosa sta facendo il Comune per uscire da questa empasse?”.
Domande alle quali le opposizioni vogliono risposte. Le chiederanno anche allo stesso ministro Barca, con il quale hanno intenzione di incontrarsi a Roma per discutere dei fondi per la ricostruzione e della presenza sempre più costante di Aldo Mancurti, Capo Dipartimento per lo Sviluppo delle economie territoriali.
“E’ lui il nuovo commissario, l’ennesimo traghettatore” sbotta De Matteis. “E’ stato messo dallo Stato a guardia dei fondi, non gestiti bene dal nostro sindaco. Cialente è riuscito a far commissariare ancora una volta L’Aquila”



