L’AQUILA – Attacco frontale alla Struttura per la gestione dell’emergenza (Sge) da parte di tre consiglieri comunali.
Enrico Verini, capogruppo di Futuro e libertà al Consiglio comunale dell’Aquila, ha chiesto la rimozione della dirigente Paola Giuliani dal suo ruolo di responsabile dell’Area assistenza alla popolazione della Sge.
La sua colpa? Trattare in “maniera indecorosa” i cittadini che si rivolgono a lei e di “aggiungere divieti su divieti, sempre a svantaggio dei cittadini”.
Angelo Mancini dell’Italia dei valori, che in relazione alla Sge parla di una struttura che “non ha funzionato,” auspica una sua omogeneizzazione.
“Ci lavorano sette persone del Comune e otto della Protezione civile. È necessario che ci sia una gestione o tutta della Protezione civile o tutta del Comune, in modo che i cittadini abbiamo chiari punti di riferimento”.
L’attacco alla Sge è stato dichiarato oggi nel corso di una conferenza stampa. Assente solo il consigliere Francesco Valentini, del Gruppo misto, che ha fatto sapere di condividere la linea.
“La Giuliani – ha spiegato Verini – è stata nominata dal Comune che, con una rotazione di dirigenti, può decidere di rimuoverla. Chiediamo al sindaco un’immediata presa di posizione sulla vicenda”.
Sotto accusa anche l’attitudine della dirigente a ricorrere al Consiglio di Stato dopo le sentenze del Tar a favore dei cittadini ricorrenti.
“I cittadini – ha incalzato Verini – sono costretti a pagarsi le spese per ricorrere al Tar, vincono il ricorso e la Giuliani cosa fa? Ricorre al Consiglio di Stato, che significa 13 mila euro di spese fisse per il cittadino. Una vergogna. Per lei non sono nulla, visto che ne prende circa 11 mila al mese”.
Il capogruppo di Fli ha lanciato una provocazione: “Chiedo che il Comune faccia un test psicoattitudinale per attribuire determinati incarichi. Sono posti che devono essere ricoperti da chi ha determinate conoscenze non solo di natura giuridica, ma anche comportamentale”.
Infine, Verini ha annunciato che il suo partito offrirà a tutti i cittadini che si ritenessero vittima di soprusi “una consulenza giuridica per rivalersi nei confronti della dottoressa Giuliani”.
FAMIGLIA SFRATTATA DALL’ALBERGO, LA NOTIFICA ARRIVA ALLE BAMBINE
L’AQUILA – Nuovo caso di revoca dell’assistenza all’assistenza alberghiera.
Purtroppo non fa più notizia, se non fosse che a ricevere la notifica di dover lasciare l’albergo che le ospita questa volta sono state due bambine di 6 e 13 anni.
Il caso è stato illustrato nel corso della conferenza stampa sulle criticità della Struttura per la gestione dell’emergenza (Sge) convocata oggi dai consiglieri comunali Enrico Verini e Angelo Mancini.
Le due “signore”, come vengono chiamate sul documento inviato dalla Sge, si trovano in quell’albergo di Roseto insieme ai nonni dal 6 aprile 2009, in quanto la casa dove vivevano è stata classificata “B”, quindi parzialmente inagibile.
La madre, impiegata in una ditta di pulizie, è tornata all’Aquila per lavorare, mentre loro sono rimaste a Roseto con i nonni per terminare l’anno scolastico.
La Sge ha comunque cercato di rimediare alla situzione con un’ordinanza che permette loro di restare nell’albergo fino a conclusione dell’anno scolastico.
Il problema per i nonni, però, rimane. Dal marzo scorso hanno perso anche loro il diritto all’assistenza, e per ogni settimana che rimangono in albergo per assistere le nipotine devono sborsare 500 euro.
“Denuncerò la Giuliani per abuso d’ufficio e falso in atto pubblico”, ha detto Euplio Bellaprima, il nonno delle due bambine.
La famiglia ha perso l’assistenza in quanto il proprietario della loro casa, che nel frattempo è stata riparata, ha deciso di non affittarla nuovamente, adducendo come motivazione l’esigenza di andarci a vivere.
Secondo il signor Bellaprima, invece, questo non sarebbe vero.
“Nell’appartamento ora non ci vive nessuno, è vuoto e noi siamo senza casa”.
La dirigente della Sge, secondo il signor Bellaprima, è colpevole di non aver analizzato a fondo la sua situazione prima di imporre l’abbandono della struttura alberghiera.
“Non ho una casa, ho problemi di salute, devo assistere le mie nipoti e non posso lasciarle qui da sole”.



