L’AQUILA – Potrebbero essere ancora in città i quattro banditi che ieri hanno assalito il portavalori dell’Ivri fuori al supermercato Carrefour dell’Aquila, minacciando i vigilantes con i mitra e portando via 71 mila euro.
Secondo gli investigatori, infatti, dopo aver abbandonato il furgone usato per la fuga, ritrovato poco dopo il “colpo” in via Tito Pellicciotti, i banditi sono saliti su un’altra auto caricando soldi e armi, e potrebbero essere ancora in zona.
Secondo quanto si è appreso, il cambio di auto è avvenuto in una zona abbastanza nascosta, forse la stessa dove è stato ritrovato il Fiat Doblò sul quale erano scappati a grande velocità, ma sono stati visti da qualcuno.
Questi testimoni non hanno potuto però riferire molto agli investigatori: i ladri infatti indossavano ancora il passamontagna mentre si trasferivano da un’auto all’altra, quindi non sono stati visti in volto.
Intanto emergono nuovi particolari sul colpo. Per spiare i vigilantes senza essere visti i banditi hanno realizzato due buchi nel portellone del loro furgone. Dettagli che evidenziano come il “colpo” fosse stato progettato fin nei minimi particolari.
La rapina avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. Se gli agenti di polizia fossero arrivati prima e avessero intercettato i ladri ancora sul posto, sarebbe potuto scoppiare uno scontro a fuoco con i quattro, in un orario in cui il centro commerciale è molto affollato.
Gli agenti dell’istituto di vigilanza sono stati assaliti da quattro banditi ieri mattina, spuntati all’improvviso con i kalashnikov in mano.
Hanno portato via 71 mila euro, “dimenticandone” circa 900 mila che erano depositati nel blindato, frutto di altri prelievi. Gli agenti dell’Ivri hanno eseguito gli ordini, consegnando il denaro, per evitare che la rapina avesse conseguenze più gravi.
A quel punto i malviventi, rimasti sempre a volto coperto, sono risaliti sul loro furgone, risultato rubato qualche giorno fa a Pescara, e si sono dati alla fuga.
Sono stati i due vigilantes ad avvertire le forze dell’ordine e lo stesso direttore del supermercato.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della Volante, della Squadra Mobile, che conduce le indagini, e i carabinieri. (e.m.)
DAY AFTER DOPO LA PAURA, ”NON CI SIAMO ACCORTI DI NULLA”
L’AQUILA – “Nessuno ha visto niente e non ci siamo spaventati”.
Nonostante la rapina a mitra spianati di ieri, nel punto vendita di Carrefour nei pressi del cimitero dell’Aquila oggi sembra un giorno come un altro.
Nessuno si mostra preoccupato, tutte le persone raccontano addirittura con una punta di sorriso quello che sanno sull’azione criminale avvenuta ieri poco prima delle 11.
“Gli agenti dell’Ivri (la società di vigilanza, ndr) ci hanno raccontato che si sono trovati davanti all’improvviso quattro persone armate – racconta un commesso del punto vendita – Li hanno spinti a terra e hanno portato via il sacco con una parte dell’incasso”, circa 70 mila euro.
La vicenda si è svolta sul retro dello stabile, dove stanno anche i cestoni dell’immondizia e dove il personale del centro commerciale va spesso a gettare cartoni e spazzatura, “è stata una fortuna che in quel momento non ci fosse nessuno, anche per questo non ci siamo spaventati più di tanto”, prosegue il dipendente.
Questa mattina, però, all’interno del supermercato la gente entra ed esce, i clienti chiacchierano, se si cerca di sapere qualche informazione in più le bocche sono cucite, “ormai L’Aquila è diventata una città pericolosa come tutte le altre”, conclude tuttavia il commesso.
I lavoratori dei negozi che si trovano all’interno della grande struttura di vendita sono rimasti del tutto ignari dell’accaduto. “Fortunatamente non è successo qua dentro! – sospira Fabio Casinove, di Ink-Formatica – Non sapevamo neanche che cosa fosse accaduto”.
Secondo quanto raccontato dalle due commesse di Farmanatura, l’erboristeria all’interno del centro, in quel momento c’erano molte donne con bambini che entravano e uscivano dal supermercato, “i clienti stavano in fila alle casse, chiacchieravano, era tutto normale. Abbiamo saputo della rapina – prosegue – quando sono arrivate in gran fretta le forze dell’ordine che ci hanno avvertito che era in corso una rapina ma poi abbiamo visto che alle casse era tutto tranquillo e ci siamo rasserenati anche noi”.
Un’altra commessa, che in quel momento si trovava fuori al bar “Il Capitello”, spiega di non aver visto niente, “solo i carabinieri che correvano ci hanno un po’ allarmati, ma se non ci fossero stati loro non ce ne saremo neanche accorti”.
La rapina, infatti, avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. Se gli agenti di polizia fossero arrivati prima e avessero intercettato i ladri ancora sul posto, sarebbe potuto scoppiare uno scontro a fuoco con i quattro, in un orario in cui il centro commerciale è molto affollato.
“Non abbiamo visto niente e non ci siamo preoccupati di niente”, taglia corto per concludere, l’edicolante.
Questa vicenda riporta in luce l’annosa questione della sicurezza, da dopo il terremoto più attuale che mai: il senso comune evidenzia che il capoluogo abruzzese è diventato ormai vittima prediletta di malviventi che concludono furti e rapine quasi all’ordine del giorno, anche se le forze dell’ordine non sposano del tutto questa tesi.
Due giorni fa uno degli ultimi casi di cronaca, il furto nell’abitazione della villa di Natalia Nurzia. Sara Ciambotti





