L’AQUILA – Caos all’Aquilana società multiservizi (Asm), ex municipalizzata del Comune capoluogo che si occupa di gestione rifiuti.

Ieri sera, durante una riunione infuocata con i vertici dell’azienda e le rappresentanze sindacali, il sindaco, Massimo Cialente, ha infatti minacciato la privatizzazione o la liquidazione dell’Asm a causa del mancato rispetto del contratto di servizio in particolare nell’ambito della raccolta differenziata.

Come conferma ad AbruzzoWeb Comandino Di Lorenzo, segretario provinciale dell’Ugl, l’aut aut del furente primo cittadino è stato chiaro: “Se l’azienda non dovesse raggiungere l’obiettivo del 100% della raccolta differenziata su tutto il territorio comunale entro giugno si passerà alla liquidazione senza se e senza ma”.

“Il fantasma dei licenziamenti si fa sempre più reale, a questa condizioni, perché la privatizzazione porterebbe proprio a questo – prosegue – Cialente ci ha inoltre detto di non avere soldi e che non è possibile avere un’azienda che ha bilanci in rosso da 2 anni e, se non si rispetterà il contratto di servizio, metterà l’Asm in liquidazione”.

Se da una parte il sindaco ha fatto la voce grossa, dall’altra ha tentato di rassicurare i sindacati, spiegando che la sua volontà resta quella di mantenere l’azienda a totale capitale pubblico.

“Ha chiesto una mano anche a noi, che peraltro non siamo mai stati tirati in causa prima d’ora, per far sì che tutto torni a posto in un termine massimo di 2 mesi, per razionalizzare i servizi e venire fuori da questa grave situazione – prosegue Di Lorenzo – Ma la colpa qui non è dei dipendenti e due mesi sono davvero pochi per risanare la situazione. Vorrei far notare che la gestione dell’azienda non è in mano ai dipendenti, ma a un consiglio d’amministrazione che esegue l’orientamento della proprietà”.

A dispetto degli scenari di crisi, confermati anche da altre fonti sindacali presenti alla turbolenta riunione, a questo giornale, tuttavia, il presidente Asm, Francesco Rosettini, subentrato da poche settimane a Luigi Fabiani, smentisce categoricamente il pericolo di licenziamenti e si dice ottimista sul futuro dell’azienda.

“Il sindaco vuole salvare i lavoratori e mantenere l’azienda pubblica”, afferma lapidario.

Sempre nel corso del vertice, inoltre, secondo quanto si è appreso Cialente ha anche annunciato la nomina di un nuovo direttore a capo dell’azienda entro il mese di giugno.

Intanto i sindacati mantengono alto il livello di guradia e annunciano già le prime azioni di protesta contro queste novità.

“Stiamo valutando come intervenire – conferma Piero Peretti, segretario regionale dell’Ugl – Siamo molto preoccupati. La situazione è gravissima: stiamo aspettando risposte concrete dal Comune prima di agire congiuntamente con gli altri sindacati e di iniziare le prime azioni di lotta”.

Un primo avvertimento all’azienda da parte del Comune era arrivato nei giorni scorsi, quando la prima commissione consiliare, chiamata ad approvare il nuovo contratto di servizio per l’Asm, ha stabilito sanzioni severissime in cui potrebbe incorrere qualora non rispettasse tempi e modalità dell’ igiene urbana, della raccolta dell’indifferenziato, e appunto gli obiettivi della differenziata”.