L’AQUILA – Pienone al Ridotto del Teatro comunale per l’arrivo di Gino Strada, Vauro Senesi e Maso Notarianni a presentare “Il mondo che vogliamo”, il manifesto di Emergency.

Tanto è l’affollamento che decine e decine di persone sono rimaste fuori, in piedi, ma possono assistere comunque all’evento attraverso uno schermo.

Strada ha espresso molte perplessità sulla ricostruzione del capoluogo.

“Non venivo all’Aquila da un anno e mezzo – ha detto – Ho fatto un quarto d’ora di giro in macchina e ho avuto una sensazione molto strana. Non fa un bell’effetto vedere la città ancora così”.

VAURO: ”SAPEVO CHE QUI E’ SCENARIO DI GUERRA, NON CREDO A FORUM”

L’AQUILA – “All’Aquila stasera ho visto un paesaggio di guerra. Una città colpita dalla guerra, ma lo sapevo, perché io sono uno che non si fida della finta terremotata di Forum”.

Lo ha detto il vignettista Vauro Senesi, all’Aquila per presentare il manifesto “Il mondo che vogliamo” dell’organizzazione non governativa Emergency.

“Ringrazio di persona gli aquilani – ha aggiunto il collaboratore di Michele Santoro, facendo accendere per un attimo le luci in sala – perché non mi hanno preso a sassate obbedendo al consiglio di Emilio Fede di due anni fa, quando mi invitò ad andare all’Aquila, dove mi avrebbero linciato”.

Vauro ha lanciato una serie di critiche contro il governo Berlusconi.

“Questi signori del governo irridono i morti dell’Aquila perché stanno per rendere illegale la speculazione edilizia”, ha accusato.

Secondo Vauro, “L’Aquila è lontana come Kabul e come Bengasi. Per mesi – ha rincarato – questa città è stata lo scenario di quella buffonata che faceva il governo. Ora le luci sono spente”.

“I morti dell’Aquila sono morti di guerra – ha detto ancora Senesi – perché sono morti causati dalla logica del profitto”. (r.s.)