L’AQUILA – Un salasso da circa 200 mila euro, ma la cifra potrebbe essere destinara a crescere: a tanto ammonta la spesa del Comune dell’Aquila per le sentenze del Tar su aree bianche e mancato rilascio dei contributi per la ricostruzione.
Sono sempre più numerosi, infatti, i cittadini che ricorrono ai giudici amministrativi per vedersi riconoscere il diritto alla definizione della destinazione urbanistica delle porzioni di territorio a vincolo decaduto previste nel piano regolatore, approvato oltre 25 anni fa, e che chiedono la conclusione dell’iter per la riparazione degli edifici danneggiati dal sisma del 2009.
Due vicende slegate tra loro ma che finiscono sempre nello stesso modo: con il tribunale che condanna l’ente a provvedere entro tempi brevi e a pagare i costi di giudizio.
Nel primo caso l’amministrazione ha deciso di correre ai ripari, approvando una delibera di Giunta che prevede un indice di edificabilità di 0,08 metri cubi per ogni metro quadro di terreno e che potrebbe frenare l’arrembaggio di ricorsi al Tar.
Un provvedimento che riguarda complessivamente 730 ettari di territorio che, dopo l’ok dell’esecutivo, dovrà avere il via libera dell’assise civica.
Sull’altro fronte, invece, il discorso è più complesso: la normativa post-sisma assegna al Comune la titolarità del rilascio dell’indennizzo ai proprietari delle abitazioni danneggiate dal sisma, ma le attività erano di fatto delegate alla filiera tecnica Cineas-Fintecna-Reluis.
Una giustificazione spesa dall’avvocatura comunale davanti ai magistrati del Tar che però hanno risposto considerando comunque il Comune “dominus dell’istruttoria, oltre che del provvedimento finale”, per cui “ne consegue che spetta allo stesso ente civico di regolare, sollecitare e ove del caso di surrogare l’apporto tecnico che le strutture ausiliarie incaricate non dovessero rendere in tempi accettabili e compatibili con la durata intera del procedimento”.
E così sul Comune si sono abbattute un numero impressionante di sentenze sfavorevoli dai costi insostenibili, come spiega l’assessore al Bilancio Lelio De Santis: “è un problema serio che non si può più rinviare”.
Senza considerare che in molti casi sono stati nominati dei commissari, chiamati a provvedere in sostituzione dell’ente inadempiente, cui andranno riconosciuti gli onorari per la prestazione professionale effettuata.
“Per questo – spiega – ho sollecitato l’amministrazione a intervenire e proprio in questi giorni stiamo studiando con le strutture competenti una soluzione”.
“Dobbiamo provvedere al più presto – conclude De Santis – non possiamo continuare a buttare soldi al vento”.
Intanto nel bilancio di previsione 2013, approvato ieri dal Consiglio, al capitolo di uscita per “liti e contenziosi” sono stati stanziati 250 mila euro.
“Una cifra insufficiente – affermano alcune fonti interne al Comune – visto che solo nei primi sei mesi dell’anno ne sono stati ‘bruciati’ 200 mila, gran parte dei quali proprio per pagare le spese di giudizio che riguardano aree bianche e ricostruzione”.



