L’AQUILA – “Civil protection and emergency academy”, ovvero un polo didattico dove si insegna prevenzione sismica, si impara a sapersi comportare in caso di emergenza di protezione civile, si spiegano gli aspetti economici delle messe in sicurezza, del ripristino e della ricostruzione del patrimonio storico e ambientale.

All’Aquila, in via dell’Arcivescovado, nell’edificio che ospita anche l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), realizzato a seguito del sisma nel cuore del centro storico dell’Aquila terremotata e in ricostruzione.

Un’accademia che aprirà già a gennaio e sarà rivolta ad amministratori locali, volontari del sistema della Protezione civile, comuni cittadini, studenti di tutte le università abruzzesi, come anticipato da AbruzzoWeb due mesi fa.

L’iniziativa, illustrata oggi all’Auditorium di Renzo Piano alla presenza del capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, e dell’assessore regionale al ramo Mario Mazzocca, è nata grazie all’Unint, l’Università degli studi internazionali di Roma.

“Siamo partiti dal presupposto – ha spiegato Giovanni Bisogni, presidente del cda dell’Università – che la protezione civile è una materia molto complessa e poco conosciuta, eppure importantissima. Si pensi alla catena di comando e competenze nella valutazione di un rischio, o allo scattare di un’emergenza, alla varia tipologia dei rischi, alla complessa normativa, allla comunicazione con i media in una fase di emergenza, alla redazione e messa in pratica di un Piano di protezione civile”.

“C’è dunque un gran bisogno di un’offerta formativa mirata e rivolta in particolare agli amministratori pubblici, e ai tantissimi cittadini volontari della protezione civile. Molte autonomie locali non dispongono infatti di figure professionali qualificate su questo settore di vitale importanza”, ha aggiunto.

L’Unint ha già a tal proposito firmato un protocollo d’intesa con il Comune e la Provincia dell’Aquila. L’obiettivo è di formare il personale in linea con le linee programmatiche del dipartimento nazionale di Protezione civile.

Prevista a gennaio la partenza di due master universitari (Management di protezione civile ed Economia della ricostruzione e ripristino), e di quattro corsi rivolti a volontari e addetti della protezione civile, categorie professionali. E ancora seminari, e progetti di ricerca sulla catena evento-pericolo-rischio-prevenzione.

“Una buona notizia – ha commentato Gabrielli – se son rose fioriranno, bisogna vedere anche la risposta del territorio e delle amministrazioni locali, la protezione civile va compresa sempre più radicata e sempre più compresa e conosciuta dalla gente”.

Il progetto è stato finanziato per 1 milione di euro dall’Unint e successivamente la scuola si autofinanzierà con i corsi, che saranno a pagamento, cercando di beneficiare anche dei fondi europei destinati alla ricerca, allo sviluppo e implementazione tecnologica.

L’assessore Mazzocca, nel corso dell’incontro, ha sottolineato come i Comuni debbano essere “luogo di attuazione delle attività di Protezione civile, sia per la previsione e prevenzione, sia per la gestione degli interventi e come l’azione regionale sia stata assidua, pressante e faticosa, in questi mesi, per riuscire a far comprendere ai sindaci dei comuni abruzzesi che solo attraverso i piani di protezione civile si può pensare di coordinare gli interventi di soccorso”.

“A oggi – ha aggiunto – possiamo affermare con soddisfazione che il 98 per cento dei Comuni abruzzesi, su un totale di 305 comuni, è dotato di un Piano d’emergenza, redatto in modo semplice e chiaro così da divenire rapidamente operativo in tutte le emergenze, in linea con le previsioni legislative statali e regionale”.