L’AQUILA – “Ministro Barca, ci vediamo costretti quest’oggi a distrarre la sua attenzione e quella della cittadinanza tutta dalla cerimonia della Perdonanza perché le persone che ha qui di fronte hanno bisogno che si apra simbolicamente un’altra porta, oltre a quella Santa. Quella del riconoscimento del merito, acquisito tramite procedure concorsuali e selettive, e quelle dell’esperienza, maturata in quasi tre anni di attività espletati nelle diverse strutture create per far fronte all’emergenza terremoto, e ora, alla fase della ricostruzione. L’Aquila e il cratere non possono permettersi ulteriori aggravi di tempo”.
È questo l’appello che i precari della ricostruzione indirizzano al ministro Fabrizio Barca, in occasione della sua visita all’Aquila per la Perdonanza Celestiniana.
“Infatti – continua l’appello – se dalla selezione dovesse determinarsi la sostituzione del personale a oggi esistente, occorrerà alle nuove unità che subentreranno un periodo di necessaria formazione sui procedimenti in materia di assistenza alla popolazione, gestione di soluzioni abitative provvisorie, istruttoria delle pratiche della ricostruzione, rendicontazione, e in generale di tutte le procedure attinenti alla ricostruzione, oltre all’attività ordinaria di tanti di noi, che hanno fornito supporto anche a uffici non direttamente connessi alle attività emergenziali, divenendo strutturati e indispensabili a tutti gli enti coinvolti nella ricostruzione”.
“Le stesse unità dovranno peraltro acquisire una indispensabile conoscenza del territorio sul quale andranno a operare, con un conseguente blocco delle attività degli uffici”.
“In un contesto quale quello aquilano – proseguono i precari – preservare le professionalità formatesi in loco, risponderebbe dunque sia ad un principio di economicità che a un principio di buona, celere e razionale amministrazione”.
E aggiungono, “Queste persone, per la quasi totalità provenienti dai territori colpiti dal sisma, non solo partecipano con la propria forzalavoro alla difficile ripartenza della nostra città-territorio, ma nella propria quotidianità, apportano il loro incondizionato sostegno alla ricostruzione sociale ed economica”.
“Quello che chiediamo – puntualizzano nell’appello – è che lei si faccia garante di questa istanza di tutela di persone che hanno meritato di lavorare a servizio di questa città e del suo territorio”.
“Lo chiediamo a lei, poiché ogni altro intermediario è risultato non risolutivo o non titolato ad assumere tali decisioni. Ringraziamo lei e la popolazione che ci ha ascoltato, sperando che facciate propria una battaglia di vera e propria coesione territoriale”, concludono.



