L’AQUILA – “Ho letto sui giornali che il giudice ha ordinato a Sertech di riconsegnare il cantiere ai proprietari in via Moscardelli. Spero qualcuno vigili sulla situazione, visto che non ci sono tutte queste certezze. Scrivo perché sono un libero cittadino e sono schifato da chi fa finta di non vedere o sentire nulla”.
A fare appello al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e “agli organi competenti per la ricostruzione” di Paolo Fiordigigli, proprietario di un appartamento nel condominio Fiordigigli, in via Beato Cesidio, i cui lavori di ricostruzione sono affidati alla ditta Sertech.
“Ho cercato tramite articoli sui giornali di attirare l’attenzione di qualcuno che potesse intervenire sul cantiere i cui lavori dovrebbero essere riconsegnati da Sertech a maggio 2017 – spiega – I pochi operai che ci sono anche se stanno facendo il loro meglio non potranno riuscirci”.
L’azienda veneta ha bloccato per alcuni mesi la ricostruzione di 12 edifici cittadini, tra cui il condominio Fiordigigli, a causa di mancanza di liquidità, prima di riprendere i lavori a febbraio scorso.
La Sertech ha ereditato i cantieri, prima che subentrasse il divieto di cessione di appalti della ricostruzione e di rami di azienda, dalla Palomar altra ditta veneta in crisi già impegnata nel Mose.
A sua volta la Palomar era subentrata alla Consta spa di Padova, che aveva a sua volta rilevato gli appalti da Consta consorzio stabile.
Qualche giorno fa, inoltre, il tribunale del capoluogo ha ordinato a Sertech la restituzione ai proprietari del condominio Cisternola di via Moscardelli, dopo che la ditta Sertech ha rallentato fino a fermarli.
Alla luce della decisione del tribunale, Fiordigigli torna a denunciare “la lentezza” del cantiere di via Beato Cesidio.
“Ho vissuto altri terremoti , ma la grande malinconia e il grande sconforto che mi avvolgono da dopo il sisma sono qualcosa che non riesco a colmare”, conclude. (m.gal)



