L’AQUILA – “Dare vita a una città più aperta e accogliente, capace di attrarre talenti e risorse per rilanciare la propria economia”.

Questo lo scopo della proposta di delibera di Appello per L’Aquila per l’istituzione del registro delle unioni civili, che si inserisce nel solco di quelle adottate in molti paesi europei e in due comuni italiani come Napoli e Milano.

“Questa iniziativa non ha nulla a che vedere con i matrimoni o adozioni per coppie gay” ha chiarito subito il capogruppo di Apl Ettore Di Cesare nel corso della conferenza stampa di presentazione della proposta, annunciando anche che il suo partito presenterà una delibera ogni mese.

Potranno iscriversi al registro due persone maggiorenni di sesso diverso o dello stesso sesso, residenti da almeno un anno nel Comune dell’Aquila e coabitanti almeno dallo stesso periodo di tempo, non legate tra loro da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione e tutela, ma da rapporti affettivi o di reciproca assistenza.

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Come spiegato da Di Cesare, gli interventi dell’amministrazione comunale nei temi della casa, sanità, politiche sociali e trasporti dovranno tenere conto di questa nuova forma di unione.

“Si tratta di far germogliare il seme gettato con forza dal terremoto”, ha affermato la professoressa universitaria Giuseppina Pitari ricordando il problema dei numerosi single che per fare richiesta di un alloggio del progetto C.a.s.e.  e Map si sono aggregate ad altre persone, amici o parenti. “Si tratta solo di riconoscere questo diritto”, ha aggiunto.

Presente alla conferenza stampa anche lo storico aquilano Walter Cavalieri, secondo il quale “questa iniziativa costituirebbe un grosso salto di qualità nella gestione dell’attuale amministrazione che riconoscerebbe che il cittadino non è solo un numero, ma un individuo portatore di diritti. Sarebbe un piccolo passo per pensare anche di riservare una quota degli alloggi C.a.s.e. ai padri separati”.

La proposta di delibera è stata depositata oggi nella segreteria del Comune e approderà in Consiglio comunale solo tra qualche mese. Nel frattempo già dalla prossima settimana Appello per L’Aquila darà vita a incontri pubblici con la cittadinanza per discutere sul tema.

“La ricostruzione sarà possibile solo facendo uno scatto culturale con atteggiamenti aperti e inclusivi”, ha concluso Di Cesare. Elisa Marulli