L’AQUILA – L’associazione per i diritti dei cittadini torna a lanciare l’allarme sulla presenza di eternit nei cantieri della ricostruzione post terremoto.
Dopo la denuncia fatta qualche giorno fa ai carabinieri per la presenza del pericoloso materiale nel quartiere aquilano di Santa Barbara, dove si stanno eseguendo i lavori di demolizione di alcune case, l’associazione ha chiesto l’intervento del prefetto dell’Aquila, Francesco Alecci, alla procura della Repubblica aquilana e al Comune affinché si presti maggiore attenzione durante le operazioni di abbattimento e ricostruzione degli edifici.
In una lettera, l’associazione che si batte per i diritti dei cittadini, motiva la richiesta “in quanto si ha contezza che molti fabbricati vengono demoliti senza la rimozione preventiva dell’eternit”.
“L’eternit – si legge nella lettera – è una composizione di malte leganti (cemento) e amianto, con la rottura e la rimozione non controllata si verificano delle gravi dispersioni sull’area circostante di polveri di amianto. È scientificamente dimostrato che anche bassissime esposizioni possono indurre un ben preciso tumore polmonare (mesotelioma pleurico)”.
Per l’associazione “non ci sarebbe nessun allarmismo se non ci fosse manipolazione e tritatura dell’eternit, venendo meno la funzione del legante che tiene unite le fibre di amianto. Oggi è un vero allarmismo poiché molti edifici hanno al loro interno
dell’eternit in considerazione che questo materiale è stato largamente utilizzato dagli inizi del 1900 e sino agli inizi del 1992 quando veniva introdotta la normativa che ne vietava l’impiego (L. 27/03/1992 n. 257)”.
“In una città dove molti edifici sono destinati ad essere demoliti – conclude l’associazione – la mancanza di un serio ed attento controllo preventivo finalizzato alla individuazione del materiale in oggetto e della conseguente rimozione dello stesso si rischia una grave epidemia tumorale che nel corso degli anni graverà sulla salute dei residenti e non solo”.



