L’AQUILA – Movida nel centro storico dell’Aquila nelle vicinanze di un condominio recentemente classificato “E”, con danni strutturali, “privo di fondazioni e con cemento inconsistente e di cui si chiede l’abbattimento”.
È una “follia allo stato puro” quella che denuncia l’assessore regionale aquilano Gianfranco Giuliante in via dei Sali, parlando della situazione dei puntellamenti ballerini del centro storico.
Centro che è stato descritto come pericoloso in due relazioni, una a febbraio, dei Vigili del fuoco, l’altra a settembre, dello stesso ente, perché a quasi quattro anni dalla realizzazione i puntellamenti necessitano di manutenzione o di essere sostituiti. Oppure non ci si può passare.
Per il Comune le cose stanno diversamente: il centro dove è riaperto è sicuro, è la tesi di massima dell’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, e non bisogna fare allarmismo, dice, in contrasto con quello che dichiarano i suoi tecnici.
Così, dopo due scosse di magnitudo 3.6 e 3.2 nelle ultime settimane, il centro è stato chiuso e, dopo una serie di verifiche, riaperto. Asserendo che tutto va bene.
Giuliante non sembra convinto: “A questo punto è opportuno che Cialente ripensi questa sua ‘idea’ di centro storico ‘vissuto’ poiché a nessuno verrebbe in mente che la volontà di salvaguardia di una ‘identità’ possa essere barattata con il ‘rischio altissimo’”.
Ho in passato dichiarato che l’opzione romantica di Cialente di riapertura del centro storico fosse di “lucida follia”. Mi vedo costretto a ritirare l’aggettivo “lucida” per parlare di “follia allo stato puro”.
La conclamata pericolosità del centro storico in atti, sia per quanto concerne le osservazioni dei Vigili del fuoco sia per quanto concerne la struttura stessa del Comune dell’Aquila, è sopravanzata dagli accadimenti.
Accade che in via dei Sali ci sono immobili classificati “E” nei quali insistono locali frequentati da centinaia di persone.
La classificazione “E” del condominio avvenuta in data 17/10/2012 per nuovo sopralluogo, ha visto tali attività aperte e frequentate nonostante la nuova classificazione così come gli stessi locali sono tutt’ora frequentati dopo la breve pausa che il Comune si è dato per effettuare controlli dopo la recente chiusura del centro storico.
La situazione appare ancor più incredibile se si tiene conto che il cambiamento di esito della verifica di agibilità dell’immobile è stato accordato dopo perizia giurata nella quale si è affermato che il condominio non aveva fondazioni nel lato prospiciente la piazza e che il cemento era inidoneo e inconsistente.
Ora non si comprende la ragione per la quale il Sindaco dell’Aquila ordini la riapertura al transito pedonale di una strada con un immobile classificato E, privo di fondazioni e con cemento inconsistente e di cui si chiede l’abbattimento.
L’esempio appare emblematico, le conseguenze possibili non hanno bisogno di commento.
A questo punto è opportuno che Cialente ripensi questa sua “idea” di centro storico “vissuto” poiché a nessuno verrebbe in mente che la volontà di salvaguardia di una “identità” possa essere barattata con il “rischio altissimo” che anche le circostanze su esposte evidenziano.



