L’AQUILA – L’Unità Operativa di Neurochirurgia a Direzione Universitaria dell’Ospedale San Salvatore  di L’Aquila ha riaperto a pochi mesi dal sisma del 2009 il reparto con  la riattivazione delle sale operatorie.

Il recupero della struttura sanitaria è stato permesso grazie ai fondi assicurativi contro il terremoto per un valore di 47 milioni di euro e ha una rimodulazione dei finanziamenti in atto per un valore di 18 milioni di euro.
Il  reparto svolge attività di neurochirurgia cranica, neurochirurgia spinale e neurochirurgia del sistema nervoso periferico sotto la direzione del

Direttore responsabile , il professor Renato Galzio, neurochirurgo che insieme a ricercatori di fama mondiale, ha messo a punto l’utilizzo delle strumentazioni più sofisticate.

Anche quest’anno Galzio ha organizzato uno dei corsi più importanti nel campo della neurochirurgia avanzata della base cranica, cui hanno preso parte 18 tra  neurochirurghi selezionati, provenienti da tutta Italia.  Al centro del corso, il tema “Approcci di base e loro varianti”.

Il team di personale medico e paramedico di cui si avvale,  grazie a un continuo aggiornamento, ha consentito di far si che  il reparto raggiungesse  un livello di notevole ed efficiente qualità del settore.

L’attività chirurgica è migliorata dopo il sisma in seguito all’utilizzo di nuove apparecchiature acquistate a prezzi agevolati e anche grazie a donazioni da parte di alcune aziende.

Sono stati acquistati una colonna endoscopica per chirurgia cranica, aspiratori chirurgici, trapani elettrici.

La catena di elettronica di consumo  Mediamarket ha donato al reparto di Neurochirurgia dell’Ospedale San Salvatore  212.947,85 euro.

Oltre a questi sofisticati strumenti  di cui si avvale la moderna neurochirurgia  al fine di prevenire danni, spesso irreversibili, delle strutture nervose, è stato donato una tra le apparecchiature mediche più valide in questo campo: lo strumento per il monitoraggio neurofisiologico. Monica Cannavicci