L’AQUILA – Da un anno e mezzo è tornato a vivere nella sua casa in centro storico all’Aquila con la moglie, il figlio e la madre di 87 anni. È uno dei pochissimi che ha avuto la possibilità e il coraggio di provare a ricominciare a vivere in una delle viuzze che, come arterie e vasi sanguigni, un tempo animavano il cuore pulsante della città.

“Se avessi saputo a cosa sarei andato incontro non sarei tornato”: è scoraggiato il signor Nunzio Centi Pizzutilli, che dalla sua abitazione in via dei Sali, a due passi da piazza Regina Margherita, una delle zone più animate dal popolo della notte, combatte una battaglia che, almeno ad ascoltarlo, sembra in tutto e per tutto quella che Don Chisciotte conduceva contro i mulini a vento.

“La strada di casa mia è diventata ormai una latrina a cielo aperto – spiega ad AbruzzoWeb – Odori nauseabondi entrano dentro casa ogni notte. Per non parlare della musica, che in alcuni casi va avanti fino alle tre o alle quattro di notte. Un incubo. Io non ce l’ho con i giovani, tantomeno con chi gestisce i locali, ma un po’ di buonsenso e di educazione non guasterebbero”.

Il cittadino, esasperato, si lagna per lo spettacolo indecoroso lasciato in “eredità” da quanti si ritrovano per bere un bicchiere tra amici: “Decine di bottiglie, bicchieri e buste di plastica, cartacce di ogni tipo e lattine. Mi pare sia in vigore un’ordinanza del sindaco che impedisce la vendita di bottiglie e bicchieri di vetro”, sbotta.

Qualcuno, si potrebbe obiettare, magari si organizza portando da casa boccioni e bottiglie di vino, così come un tempo (ora è vietatissimo) accadeva in Spagna con i giovani iberici che si ritrovavano per il cosiddetto ‘botellon’.

“Se è così perché nessuno vigila sul rispetto delle regole? – si chiede il residente – Inizialmente la baraonda c’era solo nei weekend, ora ci sono locali che rimangono aperti fino alle tre o alle quattro. Come si fa a permettere una cosa del genere?  Avrò il diritto anche io di riposare come tutti gli altri, o no? Le regole valgono ancora o il centro è terra di nessuno?”.

In più di un’occasione Centi Pizzutilli ha incontrato Istituzioni e avvisato le forze dell’ordine, senza ottenere mai una risposta concreta.

“La Polizia? Sì che l’ho chiamata, più di una volta. Ma loro fanno quello che possono, me ne rendo conto. Ho parlato con l’assessore alle Attività produttive Marco Fanfani ma ho solo ricevuto promesse, così come ho inviato le foto dello scempio notturno a Prefetto, Questore e Sindaco. Nessuno si è mai degnato di rispondere. Mi sento abbandonato dalle Istituzioni”.