L’AQUILA – Dopo la decisione del primo cittadino dell’Aquila, Massimo Cialente, di correre in quota Partito democratico per le primarie che dovranno incoronare il candidato sindaco del centrosinistra alle elezioni comunali della prossima primavera, l’area a sinistra del Pd si interroga.

Rifondazione, Sinistra ecologia e libertà e Italia dei valori, in questi anni, non hanno mai nascosto il disagio nei confronti di Cialente e il dilemma, oggi, è tra il “turarsi il naso” di montanelliana memoria e la rottura definitiva.

Quest’ultima ipotesi, in realtà, è caldeggiata quasi esclusivamente dagli ultras anti-sindaco come Giuseppe Bernardi, consigliere comunale di Sinistra per L’Aquila, o Lelio De Santis, segretario cittadino dell’Idv.

Gli altri, Enrico Perilli e Angelo Mancini, rispettivamente capigruppo di Prc e Idv, e Giustino Masciocco, ex assessore di Sel, sono molto più realisti: per vincere contro Pd e Pdl servono i Giuliano Pisapia o i Luigi De Magistris, ma siamo all’Aquila, non a Milano o Napoli.

Anche se non sono contenti, e lo si capisce dalle loro parole: “Il Pd poteva pure evitare questo balletto – dice Mancini – che sicuramente non ha fatto bene alla coalizione, noi ripartiamo dalle nostre richieste originarie, vogliamo sapere la data delle primarie e ci piacerebbe conoscere i confini della coalizione, visto che Api e Udc, ai tavoli del centrosinistra, raramente si fanno vedere”.

“All’interno del nostro direttivo – rivela l’esponente dipietrista – la maggioranza spinge per andare alle elezioni fuori dal Pd, ma le avventure in solitaria, al di là del fascino indubbio che hanno, presentano incognite pericolose”.

Dello stesso avviso è Perilli, che teme il rischio dell’isolamento.

“A noi il ‘voto utile’ ci ha ammazzato – afferma – alle primarie, se si faranno, cercheremo un candidato che rappresenti l’area più a sinistra dello schieramento, quindi dentro Rifondazione, Idv o Sel, ma poi è quasi inevitabile ritrovarsi in un’unica coalizione, benché non ci soddisfi del tutto”.

L’insofferenza per Cialente, quindi, dovrebbe risolversi unicamente nella competizione delle primarie, chieste a gran voce da tutti e tre i partiti, anche se Sel, a differenza dell’Idv, vorrebbe farle nei primi mesi dell’anno nuovo.

In quella sede si conteranno, diranno in faccia al sindaco cosa non gli è andato bene in questa travagliata legislatura e rivendicheranno un cambio di rotta e nuovi spazi e posizioni ma, alla fine, nell’urna faranno il loro dovere per il centrosinistra, per evitare di rimanere fuori dal Consiglio comunale e non farsi “ammazzare dal voto utile”.