L’AQUILA – Si era presentata di buonora e ci è tornata intorno alle 13, paralizzando i lavori di riparazione post terremoto due volte in un solo giorno, in pieno centro storico all’Aquila.

Un’arzilla 90enne oggi ospitata in un alloggio del progetto C.a.s.e., stanca di attendere la ricostruzione della sua abitazione, si è presentata nel cantiere del suo vecchio palazzo, tra via Accursio e via Mazzini, a due passi da piazza Santa Maria Paganica, desiderosa di rientrare nel suo vecchio appartamento.

Gli operai a lavoro non hanno potuto far altro che avvisare i Vigili Urbani che con calma hanno convinto l’anziana a farsi riaccompagnare all’attuale domicilio. Quasi commosso il capocantiere, costretto comunque a farla allontanare dall’area di lavoro per motivi di sicurezza. “Voleva solo rivedere casa sua a quasi sette anni dal sisma”, ha detto dopo.

A ora di pranzo, però, l’anziana donna è riapparsa alla vista degli operai. Stavolta sono intervenuti anche gli agenti della Squadra Volanti della questura, diretti da Nicola Di Pasquale, e si è appreso che il motivo dell’insistenza era dovuto al timore che gli arredi e gli oggetti che sono ancora in casa e che vanno momentaneamente rimossi per consentire i lavori vengano perduti.

Mobili ma anche molte cianfrusaglie accumulate nel corso degli anni che la donna non voleva rimuovere, nonostante le fosse stato notificato l’avviso di sgombero.

Dopo l’arrivo del figlio l’anziana si è convinta a farsi riaccompagnare a casa. (m.sig. – m.gal.)