L’AQUILA – Sarà l’esame autoptico che si terrà nei prossimi giorni a stabilire le cause della morte di Marco Zingo, il 37enne originario di Paganica, trovato senza vita all’interno di un bagno del terminal bus di Collemaggio tre giorni fa.
È stato conferito l’incarico per l’autopsia sul corpo, come anticipa Il Centro: una dose di droga tagliata male oppure un’assunzione eccessiva potrebbero essere state le cause del decesso.
Il giovane era molto conosciuto in città e nel territorio perché insieme alla sorella gestiva un frequentato chiosco di prodotti tipici, in località Fonte Cerreto, alla falde del versante aquilano del Gran Sasso, nella zona della Villetta. A dare l’allarme, preoccupati per il mancato rientro a casa di Zinco, che aveva avuto precedenti legati alla droga visto che aveva l’obbligo di firma e di rimanere a casa dalle 21,30 alle 6,30, i familiari ai quali non rispondeva al telefono dal pomeriggio, che hanno avvisato la polizia.
A denunciarne la scomparsa è stata la sorella: sono scattate le ricerche con il contatto, da parte degli uomini della squadra mobile, girati dal dirigente Marco Mastrangelo, di persone che lo conoscevano e con l’esame dei tabulati telefonici che hanno rivelato che l’ultima volta che era acceso il cellulare, localizzava nei pressi del terminal. A quel punto, dopo aver visionato le telecamere di servizio, i poliziotti hanno trovato il corpo senza vita in un bagno della struttura.






