L’AQUILA – “Non ho difficoltà a confermare che tra noi sindaci, di ogni colore politico, c’è malcontento diffuso, per il modo con cui il Comune dell’Aquila e il sindaco Biondi hanno finora gestito la partita dei fondi per le iniziative nel cratere sismico, con un bando che ancora non c’è, e siamo arrivati a maggio, e per il quale non siamo stati finora coinvolti, con buona pace dell’enfasi sulla città territorio e multiverso, centrale nel dossier”.

Non ha problemi a metterci la faccia, Gianni Anastasio, sindaco di Pizzoli e ricandidato alle elezioni del 24 e 25 maggio, coordinatore dei Comuni del cratere 2009.  L’ingegnere pezzo da novanta del Pd dà ragione alla ricostruzione di questo giornale, (QUI LINK) sui ritardi, la mancata condivisione con i comuni del cratere per il bando da 2 milioni per iniziative nel cratere per L’Aquila capitale italiana della Cultura, da parte del Comune dell’Aquila e dell’Ufficio speciale della ricostruzione dei comuni del Cratere (Usrc), oltre alle insufficienti risorse risorse.

Confermando ad Abruzzoweb che, al netto delle smentite con addirittura minacce di querela dopo un primo articolo sulla vicenda, cresce il malcontento e la rabbia seppure in camera caritatis, e timore di esporsi, da parte dei sindaci e amministratori del cratere.

Malcontento emerso anche a margine della presentazione del progetto “Segni e Voci di Paesaggio”, promosso dall’Usrc, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere, e dal Comune dell’Aquila, all’interno dell’intervento L’Aquila Città Territorio, finanziato nell’ambito del Programma Restart 2025-2026 con una dotazione complessiva di 2 milioni di euro.

La nota congiunta di smentita, (QUI IL LINK)  firmata da cinque amministratori, a seguito dell’articolo di Abruzzoweb, è stata inviata da Claudio Gregori, sindaco di Barete e segretario provinciale di FdI, da amministratori di area centrosinistra, come il sindaco di Gagliano Aterno Luca Santilli, che aveva già inviato una pec, il vicesindaco di Barisciano Roberta Pacifico, anche lei dopo aver mandato un’altra richiesta di rettifica minacciando querele, il sindaco di Barisciano, neanche citato nell’articolo, Fabrizio D’Alessandro, e il sindaco di Fossa Fabrizio Boccabella, probabilmente per conto del vicesindaco Giovanna Colagrande, visto che neanche lui è stato citato. Sul caso sono poi intervenuti i consiglieri di centrosinistra al Comune dell’Aquila Stefania Pezzopane e Paolo Romano, e ancora il consigliere comunale del Pd, Stefano Albano attaccando Biondi e denunciando forti ritardi per i bandi non solo quello qui in oggetto.

Anastasio, assente all’evento, sostituto dal vice coordinatore, il sindaco di Montereale Massimiliano Giorgi, ha convocato per martedì pomeriggio a Fossa una seduta del tavolo dei sindaci del cratere, proprio per discutere del bando, ed elaborare proposte e migliorie alla bozza ad oggi circolante, che prevede la realizzazione di opere pubbliche site-specific diffuse, “generate attraverso processi partecipativi che coinvolgono comunità locali, istituzioni culturali, associazioni e artisti”

Sulla ripartizione dei fondi Restart, del resto Anastasio era già entrato in conflitto con il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, di Fratelli d’Italia, presidente regionale dell’Associazione nazionale Comuni italiani (Anci), responsabile nazionale degli Enti locali dei meloniani, sempre più concentrato sulla sua elezione in Parlamento a fine estate 2027, terminato il secondo mandato.

Sul ruolo di regia dell’Usrc spiega poi Anastasio: “è una struttura tecnica che sta facendo il possibile per collaborare con i Comuni e per mettere a terra queste attività, e dico che sta facendo un buon lavoro. Il titolare Raffaello Fico è in continuo contatto con noi, molto presente. Serve però una riflessione più complessiva sul nuovo ruolo che deve rivestire l’Usrc, ora che la ricostruzione edilizia post sismica volge al termine”. Promozione ma con riserva, insomma.

Entrando dunque nel merito del bando a lungo atteso: per L’Aquila capitale della Cultura il Comune capoluogo mette a disposizione per l’asse Città-territorio 2 milioni di euro, ma nei fatti solo un milione viene ripartito per i 55 comuni del cratere per realizzare iniziative, più 55 fuori cratere.

“L’altro milione – sottolinea infatti Anastasio –  sarà utilizzato per spese tecniche e burocratiche, per tutte quelle attività che deve svolgere per far sì che questi eventi poi vengano collegati, pubblicizzati e organizzati”.

Dando di conto a ciascuno dei comuni interessati, spetterà in teoria una media di circa 16.000 euro, rispetto ai 12 milioni complessivi rimanenti per alimentare L’Aquila capitale della cultura, anche se è chiaro che i Comuni possono unire le forze e lavorare ad eventi ed iniziative condivise e e di maggior impatto.

Una strada che auspica anche Anastasio: “la decisione sarà lasciata ai singoli comuni, in base alle loro necessità, ma è un dato di fatto che quelli più piccoli avranno maggiore difficoltà ad agire in autonomia, e proprio l’esperienza post sismica delle aree omogenee ci ha insegnato a condividere progetti ed iniziative”.

E veniamo alle note dolenti, al dietro le quinte, rivelate da un amministratore che non ha problemi a dire quello che pensa.

“Tra le carte vincenti e i punti dirimenti della candidatura di L’Aquila capitale della cultura c’era il forte coinvolgimento del territorio, L’Aquila città territorio, appunto, e città multiverso. E invece questo non è accaduto: il sindaco Pierluigi Biondi ha accentrato le scelte, e non ci ha coinvolti. Stiamo ancora aspettando il bando, che arriverà in enorme ritardo, e siamo già a maggio. Le amministrazioni ancora non sanno cosa devono fare, come organizzarsi, che reti costruire”.

Ma oltre a questo, “nella stesura del bando magari sarebbe stato opportuno coinvolgere da subito e con tempistiche molto più strette noi sindaci, cosa che fino adesso non è accaduta. Di fatto tutto è stato accentrato dal Comune dell’Aquila e spero che in futuro questa cosa cambi. E vero che è il Comune dell’Aquila mette a disposizione questi fondi, però è altrettanto vero che poi alla fine su cosa farci, su come gestirli, i diretti interessati, i Comuni del cratere, dovrebbero essere ascoltati…”.

Volendo essere pignoli, andrebbe ricordato che L’Aquila capitale della Cultura è stata finanziata in buona parte con i fondi Restart che, ricorda Anastasio, “sono stati destinati all’intero cratere sismico, e per i quali il capoluogo ha già fatto la parte del leone ottenendo il 60% dell’intera somma, che ora destina all’anno della capitale della cultura. Forse si poteva pensare ad una ripartizione diversa”.

Un altro problema è che “le iniziative nel cratere slitteranno in autunno e inverno, con il rischio che si accavallino tra di loro, e si poteva immaginare e concordare un ben diverso cronoprogramma, scandito durante tutto l’arco dell’anno, e coordinato per evitare, lo ripeto sovrapposizioni”.

A questo proposito, un accorato appello per l’ottimale utilizzo delle risorse.

“L’Aquila Capitale della cultura non deve puntare su eventi, spettacoli e concerti una tantum, su grandi nomi che magari faranno arrivare anche migliaia di spettatori, ma che poi non lasceranno nulla al territorio, smontati i palchi e chiuso il sipario. Dobbiamo lasciare qualcosa che nel tempo continuerà a valorizzare le nostre peculiarità. Faccio qualche esempio: se si dispone una biblioteca la si può dotare di nuovi servizi, la si può potenziare, se c’è un antico organo in una chiesa si possono utilizzare i fondi per restaurarlo e rimetterlo in funzione e poi fare un concerto, e poi tanti altri in futuro, realizzare e attrezzare spazi e luoghi per attività culturali, sala prove per i musicisti e così via”.

Conclude il sindaco: “si fa un gran parlare di aree interne che sono depresse perché non hanno le risorse per uscire fuori da un isolamento ormai decennale, con la conseguenza dello spopolamento, dell’emigrazione di nostri giovani che si laureano e poi vanno a cercare il lavoro da altre parti perché qui non ci sono opportunità. L’Aquila Capitale della Cultura, è, o meglio auspico che rappresenti una di quelle poche occasioni irripetibili su cui far leva per invertire il trend. Non lo so se ci sarà un’altra opportunità”.