L’AQUILA – Costerà complessivamente 20 milioni di euro la corsa dell’Aquila per diventare Capitale europea della cultura 2019.
Una cifra spalmata in otto anni, in parte finanziata con fondi pubblici e in parte con sponsorizzazioni.
È quanto si legge nel dossier di candidatura consegnato giovedì scorso nelle mani dei incaricati del ministero dei Beni culturali e il giorno dopo presentato alla città in occasione dell’insediamento del comitato promotore.
Del budget totale, 13 milioni saranno destinati alle spese per il progetto, 4 alla promozione e al marketing e i restanti 3 per pagare stipendi e altri costi generali.
Si parte in sordina, con 480 mila euro per gli anni 2014 e 2015, salendo progressivamente a un milione e mezzo nel 2016, 2,3 nel 2017, quasi 5 nel 2018 con il clou, naturalmente, l’anno successivo: 8,5 milioni. Poco meno di 2 milioni, invece, il post avvenimento.
Naturalmente se verrà superata la concorrenza di altre agguerritissime città italiane che puntano allo stesso obiettivo, tra cui perle quali Lecce, Mantova, Matera, Perugia-Assisi, Ravenna, Siena, Urbino e Venezia, in tutto 19 sfidanti che verranno valutate dal una giuria internazionale che darà il suo responso entro il dicembre 2014.
Comunque L’Aquila è considerata in pole position: nel 2019, infatti, cadrà il decennale del terremoto e l’investitura potrebbe andare di pari passo con la rinascita progressiva della città, come auspicato da tanti.
Per questo il comitato promotore, presieduto dalla senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane, conta di spuntare 10,7 milioni da governo (4), amministrazione comunale (2,8), Regione Abruzzo (2,4) e Ue (1,5), ma quest’ultimo è l’unico stanziamento certo, anche se l’assessore regionale alla Cultura Luigi De Fanis, presente all’appuntamento dell’Auditorium del Parco, ha assicurato il suo impegno in tal senso.
Ci si aspetta che pure i privati facciano la sua parte: la stima è di oltre 6 milioni di euro “indispensabili per conseguire un’entità complessiva di risorse che sia coerente con il livello qualitativo e quantitativo del programma generale”, come si legge nel dossier.
I principali interlocutori, secondo il comitato, sono “i grandi gruppi industriali multinazionali”, specialmente quelli del settore della “ricerca tecnologica e della green economy”.
Un ottimismo che, però, deve fare i conti con gli altri competitor, che in questa fase sembrano meglio attrezzati.
Basta guardare i siti ufficiali e confrontarli con quello di AQ19: è poco aggiornato (addirittura, fino alla segnalazione di AbruzzoWeb, la Pezzopane veniva ancora indicata come assessore comunale, carica mollata quasi tre mesi fa) e in troppe sezioni appare ancora la scritta “in costruzione”, mentre Matera, per esempio, fornisce già abbondanti contenuti multimediali foto e video.
Un’altra pecca è il mancato coinvolgimento istituzionale e una carente apertura di orizzonti, anche extra regione, come ha fatto Urbino con Sofia, capitale della Bulgaria, l’altra nazione europea che con l’Italia ospiterà l’appuntamento.
Addirittura Venezia si presenta con il progetto “Nordest 2019” dal titolo emblematico “Un territorio per capitale”.
Inoltre nella maggior parte dei casi i comitati promotori sono partecipati dagli enti sovracomunali, mentre all’Aquila sembra essere un’iniziativa “fatta in casa” dalle parti di Villa Gioia e gestita in proprio dall’amministrazione.
D’altra parte 20 milioni di euro, benché siano al momento solo sulla carta, fanno gola politicamente, e ognuno vorrebbe poter decidere in autonomia per alimentare il consenso personale, anche a costo di frizioni “in famiglia” come quelle che stanno montando tra la Pezzopane e il sindaco, Massimo Cialente, circostanza però smentita dagli interessati.
Inoltre, sullo sfondo, c’è il perenne contrasto tra centrosinsitra e centrodestra: le due coalizioni, per colpe equamente distribuite, hanno cominciato a litigare già poche ore dopo il sisma del 6 aprile, cercando elementi di differenziazione e alimentando polemiche.
Una gara a buttare la croce addosso all’altro per giustificare il mancato avvio della ricostruzione, vedi lo scontro all’ultimo sangue tra il Comune e le strutture commissariali rette fino al 31 agosto 2012 dal presidente della Regione, Gianni Chiodi.
Problemi che strada facendo, si spera, potranno essere superati in nome dell’interesse prioritario della città e del territorio in generale, che su L’Aquila 2019 fa affidamento come uno degli elementi del necessario riscatto economico, sociale e culturale che dovrà vivere il capoluogo. Elisa Marulli





