LANCIANO – Innaffia delle piante davanti alla propria abitazione, ma viene sorpreso dagli agenti della polizia municipale che gli sequestrano il tubo.

Protagonista dell’insolita vicenda è un parrucchiere di Lanciano (Chieti), incappato in un’ordinanza del sindaco che vieta l’utilizzo di acqua per “usi diversi da quello potabile” e che prevede l’arresto fino a tre mesi o un’ammenda di 206 euro.

Lunedì pomeriggio l’uomo stava annaffiando le piante nel cortile della sua abitazione, nel centro storico di Lanciano, quando due agenti della polizia municipale che passavano di lì hanno notato una pozza d’acqua davanti alla casa. A quel punto i vigili hanno avviato i dovuti accertamenti e hanno sequestrato il tubo, un nove metri in plastica.

L’ordinanza emessa nei giorni scorsi dal sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, d’altronde, specifica che l'”uso improprio dell’acqua potabile riguarda l’annaffiatura di orti e giardini privati, l’irrigazione campi, il lavaggio di autovetture, il lavaggio di spazi di aree private, il riempimento di vasche e piscine private ed altro utilizzo diverso dalle normali necessità domestiche e produttive”.

Trattandosi di materia penale, la polizia municipale dovrebbe trasmettere il tutto alla procura della Repubblica.

Intanto a Lanciano c’è già chi sta organizzando una colletta per ricomprare il tubo al parrucchiere, conosciuto in tutta la città.