LANCIANO – Due agenti di Polizia penitenziaria aggrediti nel carcere di Lanciano. Lo denuncia il segretario generale della Fderazione del sindacato autonomo Cosp, Domenico Mastrulli, evidenziando “il preoccupante aumento di episodi di violenza che si registrerebbe da tempo in concomitanza con l’apertura del nuovo reparto detentivo e l’arrivo di nuovi reclusi il cui numero all’interno della casa circondariale sarebbe non più tollerabile rispetto all’organico esistente”.
“E’ nuovamente accaduto a Lanciano nei reparti detentivi del penitenziario in data 27 settembre scorso – recita la nota del sindacato – ma la notizia è trapelata solo adesso. Nel primo pomeriggio di venerdì l’ennesima aggressione nei confronti di due appartenenti al Corpo della Polizia Penitenziaria, selvaggiamente aggrediti per futili motivi da un detenuto di nazionalità italiana, peraltro non nuovo a episodi di intemperanza e di violenza nei confronti del personale addetto alla sicurezza. L’episodio è avvenuto nel carcere di Lanciano presso i cancelli di sbarramento che dividono i reparti detentivi dal cortile passeggio dove i reclusi fruiscono del tempo libero all’aperto. Le vittime, L’assistente capo di servizio aggredito e il collega che ha soccorso intervenendo nella discussione in difesa del poliziotto, hanno riportato la peggio per l’inaudita ingiustificabile violenza dal recluso”.
“Come riporta il segretario provinciale della Federazione Sindacale Cosp, Nicola Mattioli, in servizio nel carcere di Lanciano – prosegue la nota – gli episodi di aggressione, intolleranza, dileggio e violenza a Lanciano sembrano aumentare a dismisura e le condizioni dei Lavoratori di Polizia appaiono sminuiti dall’inefficienza degli uffici di un Provveditorato che deve interessarsi contemporaneamente di tre Regioni (Lazio,Abruzzo e Molise) e del Dipartimento,di cui si è chiesto nuovamente la divisione interregionale ex novo”.
I due poliziotti hanno dovuto far ricorso alle cure dei sanitari del nosocomio della cittadina abruzzese a seguito delle lesioni riportate durante la colluttazione guaribili in 10 e 3 giorni.
“Nel carcere di Lanciano – dichiara Mastrulli – all’appello mancano quasi una cinquantina di unità. Abbiamo chiesto più volte la dotazione di nuove unità al fine di garantire maggior sicurezza, ma nonostante le nostre sollecitazioni non è accaduto nulla. Il personale in servizio nel penitenziario di Lanciano vive in una totale sensazione di abbandono e di disinteresse da parte dell’autorità centrale e regionale. Gli agenti affrontano turni massacranti obbligati a ricoprire più postazioni contemporaneamente”.
In Italia i detenuti sono circa 61.500 contro una capienza di 54.000 posti letto, Il personale di polizia è sceso a 34.000 contro le 46.000 dell’anno 2001, gli episodi di violenza e aggressione sono circa 2.800 in un solo anno, mancano circa 12.000 unità nel Corpo e il Riordino bis – decreti delegati – delle Carriere varato dal Governo Conte 2 ha disatteso le aspettative del Comparto Sicurezza e della Polizia Penitenziaria che attendono anche il rinnovo del contratto di lavoro scaduto a fine 2018.




