PESCASSEROLI – Un commissario per riuscire a realizzare, dopo la bellezza di 13 anni, e incredibili ritardi, il depuratore sul lago di Barrea, a servizio dei comuni di Pescasseroli e Opi (L’Aquila), nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, una delle tante incompiute delll’Abruzzo e nel Paese. 

La richiesta, perentoria e decisa, è targata Regione Abruzzo, ed è stata indirizzata alla Presidenza del Consiglio dei ministri.

L’azione è stata promossa direttamente dal presidente della giunta regionale, luciano d’alfonso, che non ha mancato di inviare a roma una ‘indicazione’ non certo ufficiale, sulla figura ritenuta perfetta per l’incarico, quella di Giampiero Leombroni, attuale commissario dell’Azienda Regionale delle aree produttive (Arap), ex manager del gruppo Toto. 

Prioprio lui per il governatore dovrà sostituirsi, con poteri straordinari, all’inerte soggetto attuatore, l’ente d’ambito Peligno Alto-Sangro.

Dal Governo nazionale però ancora non arriva una risposta e il tempo, e i liquami non trattati, continuano a scorrere imperterriti, per di più in un’area protetta e in una rinomata meta turistica che d’estate sarà presa d’assalto.

Secondo quanto si è appreso, i gravi ritardi avrebbero come causa anche la responsabilità degli amministratori del comprensorio.
La realizzazione del famigerato depuratore è previsto del resto dall’Accordo di programma quadro del gennaio 2013, che ha stanziato l’importo di 4 milioni e 150 mila euro. 

L’appalto è stato assegnato, dopo un lungo contenzioso, modifiche progettuali e tra l’altro anche della localizzazione dell’impianto, all’impresa Guido Ricci srl di Castel Di Sangro (L’Aquila) che fa capo anche all’attuale presidente Ance Abruzzo, l’associazione dei costruttori.

I lavori, solo avviati, sono però lontani dall’essere conclusi ed risultano ad oggi fermi.

La svolta potrebbe ora arrivare con la richiesta della Regione Abruzzo di commissariamento.

Una possibilità concessa dal decreto legge 133 del 2014, che prevede “l’esercizio del potere sostitutivo del governo” per accelerare la progettazione e realizzazione di opere di collettamento, fognature e depuratori.

La nomina di Leombroni è ritenuta a palazzo Silone quanto mai opportuna, perché l’Arap è il soggetto attuatore dei molteplici interventi di manutenzione e realizzazione di depuratori e collettori fognari finanziati con il Masterplan per il sud.

Va anche evidenziato che Leombroni, classe 1946, è un dirigente di lungo corso legato a doppio filo al presidente Luciano D’Alfonso.

Ex dipendente del Consorzio di bonifica di Chieti, e della Provincia di Chieti, è stato chiamato dal sindaco di Pescara D’Alfonso a dirigere il settore dei lavori pubblici. 

Leombroni però ad un certo punto è entrato in conflitto con il sindaco e si è dimesso, e nel 2006 è stato assunto dalla Toto spa.

E’ stato assieme a D’Alfonso anche imputato nel processo Housework su tangenti negli appalti pubblici al Comune di Pescara, il processo si è però concluso con la piena assoluzione di tutti gli imputati.

Leombroni quindi è stato nominato nel 2015 su volere del presidente D’Alfonso, commissario regionale del Consorzio di Bonifica Sud in sostituzione del dimissionario architetto Sandro Annibali. E poi come detto anche commissario dell’Arap.