PESCARA- “Devo tutto al mio collega Lorenzo, è stato lui a salvarmi la vita”.
Sono le parole dell’agente Alessandro Calista, 29 anni, di Catignano (Pescara), in forza al reparto Mobile di Padova da cinque anni.
Il poliziotto – che ha rilasciato un’intervista al Centro – è stato aggredito sabato sera, al termine del corteo contro la chiusura del centro sociale Askatasuna di Torino, sgomberato il 18 dicembre scorso. Il questore di Torino, Marco Odorisio, ha detto che “si è trattato di attacchi mirati a colpire lo Stato.
“Sinceramente – ha aggiunto – non mi aspettavo questo clamore mediatico e ringrazio tutti per l’affetto. Domenica sono stato sopraffatto dalle chiamate ed è stato impossibile rispondere a tutti. Non immaginavo interviste o cose del genere, non amo stare al centro dell’attenzione”.
“Di sicuro la vicinanza da parte dei rappresentanti del Governo è importante. Ho ringraziato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ho cercato di ripercorrere quei momenti. In altre occasioni ho vissuto momenti di tensione. Sabato è stato toccato il fondo. Su questo non c’è dubbio, ma per chi come me è impiegato nei servizi di ordine pubblico, i pericoli sono dietro l’angolo. Quando andiamo allo stadio, per esempio, pensa che vada tutto liscio?”.
“Devo tutto – ribadisce – al mio collega Lorenzo Virgulti. Mi ha salvato la vita. Senza il suo aiuto, le conseguenze sarebbero state molto più gravi. Gli devo tanto e quando tornerò operativo gli restituirò il favore. Anche lui purtroppo è rimasto ferito”.






