LANCIANO – Una telefonata per accertarsi che il sacerdote si trattenesse in chiesa il più a lungo possibile, con la scusa di un appuntamento, così da avere tutto il tempo di svaligiargli casa mentre celebrava la messa.

Un furto da circa 30mila euro tra gioielli e contanti è stato messo a segno ai danni di Don Leo Di Felice, 75 anni, fino a novembre parroco della cattedrale di Maria Santissima del Ponte di Lanciano (Chieti), ora in pensione, che ad Abruzzolive.tv ha raccontato di aver ricevuto una chiamata la sera prima, martedì scorso.

“Avrei bisogno di vederci per parlare”, si è sentito dire al telefono.

Don Leo sarebbe stato in cattedrale dalle 8,30 per celebrare messa, quindi, ha spiegato al suo interlocutore, “puoi venire subito dopo”.

Ma con una scusa il malintenzionato è riuscito a trattanerlo in chiesa fino alle 9,20, “prima non riesco a raggiungerti”.

“Mi disse che doveva preparare sua moglie, che era sulla carrozzina e allora ho accettato di spostare l’appuntamento. Ho aspettato per un po’ ma non si è presentato nessuno così  me ne sono andato”, ha raccontato Don Leo.

Di ritorno a casa, al secondo piano di via Parma, l’amara scoperta.

“Solo entrando in camera da letto mi sono accorto che era stata aperta la cassaforte, nascosta dientro un quadro”, ha detto Don Leo.

E a quel punto hanno prelevato tutto, “i ricordi di una vita”.

Un piano studiato, secondo Don Leo, perché avrebbero potuto portare a termine il colpo nelle scorse settimane, mentre lui era in Argentina.

Invece hanno aspettato che si svuotasse l’appartamento a fianco, sfitto da due settimane.

Infatti, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, i ladri si sarebbero introdotti dall’appartamento accanto, scavalcando la ringhiera che separa i balconi, per poi introdursi dell’appartamento del sacerdote attraverso la finestra.