L’AQUILA – Prima ed emozionante esperienza dietro la cattedra per Claudio Santoni, importante firma dietro i telai McLaren, ieri mattina presso la facoltà di ingegneria dell’Università degli studi dell’Aquila: con la sua lezione “Progettare con la fibra di carbonio in ambito automobilistico” ha partecipato al “Corso professionalizzante Skf-Honda+McLaren” organizzato dall’ateneo.

Santoni, classe ’74, è originario di Roseto degli Abruzzi (Teramo) e si è laureato in Ingegneria Meccanica presso l’Università dell’Aquila nel 1998.

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Il suo curriculum non è sicuramente quello di un ordinario 36enne: dopo una tesi presso Avl in Austria, a Graz, ha lavorato in Ferrari, occupandosi prevalentemente dei telai in alluminio della 612 Scaglietti; nel 2003 è tornato a lavorare in Abruzzo, presso l’Atr a Colonnella (Teramo), per 3 anni, occupandosi di engineering e lavorando prevalentemente su progetti automobilistici stradali e sportivi. Nel 2006 è stato assunto in McLaren a Wokings, vicino Londra, dove ricopre l’incarico di Function Group Manager Body Structures, passando dai telai all’intera struttura della macchina.

Come è andata la lezione?

“Gli studenti – risponde Santoni – mi sono sembrati molto interessati. Non sono sicuro abbiano colto tutti i dettagli tecnici, ma l’importante è che sia passato il messaggio di fondo, cioè l’importanza crescente che la fibra di carbonio sta acquisendo nel settore della progettazione automobilistica”.

“Trovarmi per la prima volta ‘dall’altra parte’ – prosegue – è stata un’emozione speciale, visto che dal ’98 non ho avuto più a che fare con l’università. E invece oggi mi sono trovato davanti un lavoro completamente nuovo: prima d’ora non avevo mai tenuto una lezione davanti a 150 studenti. Stare sulla cattedra  è stato stimolante: ti spinge ad approfondire alcuni aspetti del tuo lavoro che normalmente tendi a trascurare”.

Com’è stato tornare all’Aquila dopo tutti questi anni?

“Purtroppo non ho avuto modo di visitare il centro – spiega il progettista – ho visto solo le gru e le impalcature lungo la strada”.

“Più che altro – aggiunge – è stata un’emozione smorzata tornare all’università ma non poter essere a Roio. Se non fosse stato per qualche volto noto, non avrei creduto di essere davanti a degli studenti che stanno facendo il mio stesso percorso all’interno della stessa università che ho frequentato io qualche anno fa”.

Da studente si aspettava di arrivare così lontano?

“Assolutamente no. Quando ero all’università non avevo ancora le idee chiare – racconta Santoni – diciamo che sono stati una serie di casi fortuiti a portarmi dove sono ora. Una volta uscito dall’università le opportunità di lavoro che mi si sono parate davanti erano due, completamente diverse l’una dall’altra: una era nel settore della consulenza strategica, l’altra era come tecnico in Ferrari. Ogni singola scelta può cambiarti la vita”.

“Ad esempio – continua – quando stavo facendo i colloqui d’assunzione alla Ferrari, al quarto colloquio, quando mancava poco perché mi assumessero, mi capitò una cosa singolare: essendomi occupato principalmente di automazione nel corso degli studi, preferivo nettamente quella branca dell’ingegneria meccanica nota come ‘meccanica fredda’ (filone della meccanica che affronta problemi strutturali, di resistenza, di lavorabilità, di valutazione di forze inerziali e di costruzione di macchine, n.d.a.)”.

“Durante il colloquio a un certo punto mi scappò la frase ‘a me non interessa la meccanica calda’, che detto durante un colloquio per una casa automobilistica voleva dire in sintesi che quel lavoro non era per me. Quindi il responsabile che mi stava ‘esaminando’ si alzò e mi indicò la porta, perché non avrebbe avuto senso continuare”.

“Mentre stavo per andarmene, ci ripensò, mi bloccò e mi chiese ‘Ma tu cosa vorresti fare?’. Gli risposi ‘A me piacerebbe fare telai’ ed ebbi fortuna, perché nella progettazione telai c’era un posto libero”.

Da quel colloquio ne è passato di tempo, su cosa sta lavorando in questo momento alla McLaren?

“Al momento mi sto occupando della vettura MP4-12C, che ha molte cose ‘speciali’ rispetto alle altre macchine di produzione McLaren: questa è la prima vettura sportiva ad avere prestazioni così alte”.

“Farà concorrenza alla Ferrari 458 Italia; saranno rivali anche nel costo, visto che il prezzo di entrambe si aggira attorno ai 200mila euro, ma la differenza sostanziale è che i telai McLaren sono interamente realizzati in fibra di carbonio anziché in alluminio. Altre caratteristiche della vettura sono il motore V8 3,8 litri biturbo siglato M838T sviluppato specificamente per la MP4-12C, capace di erogare oltre 600 cavalli. L’obiettivo intanto è di produrre 1000 unità MP4-12C per il 2011, per poi passare a 5000 per gli anni successivi”.

Lei vive ormai in Inghilterra da quasi sei anni, preferisce la realtà anglosassone all’Italia?

“Nel confronto tra Inghilterra e Italia, l’Italia vince due a zero! – scherza Santoni – Diciamo che sono due culture molto diverse, senza generalizzazioni”.

“Mi manca la cultura italiana, anche se professionalmente sono contento di come funzionano le cose in Inghilterra, le tempistiche e le dinamiche lavorative sono molto diverse. L’ideale sarebbe avere il meglio di entrambi i mondi, come si dice di solito”.

“Ma la cosa che voglio sottolineare è l’arricchimento incredibile che deriva dal vivere all’estero: aprirsi ad un’altra lingua, ad un’altra cultura, fare un’esperienza fuori dall’Italia è fondamentale, non solo da un punto di vista professionale, ma anche e soprattutto umano”.

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