L’AQUILA – Un’antenna sismica per lo studio di microterremoti installata nei laboratori del Gran Sasso è spenta da un anno per mancanza di fondi.

Il paradosso è che la disattivazione di questo impianto è avvenuta nel 2010, dopo quindi il devastante sisma che ha colpito L’Aquila il 6 aprile 2009.

Il progetto di questa antenna, collegata a 20 stazioni, è stato portato avanti sin dal 2001 dai ricercatori Costantino Fischione e Fabrizio Tronca.  Lo studio dei cosiddetti “terremoti lenti” e i microsismi era finalizzato a una conoscenza maggiore dei terremoti più grandi.

Il taglio dei finanziamenti ha però portato alla disattivazione di questo impianto, che si trova ancora nei laboratori nazionali del Gran Sasso dell’Istituto nazionale di Fisica nucleare.

DIRETTRICE VOTANO: “SENZA FINANZIAMENTI RISCHIAMO FUGA DEI CERVELLI”

Sulla mancanza di fondi si è espressa la direttrice dei laboratori Lngs, Lucia Votano, che si è detta preoccupata per la cosiddetta ”fuga dei cervelli”. 

“Non si può pensare di fare ricerca senza investimenti – ha detto – sono molti i precari che lavorano qui. Se lo stato italiano non si rende conto che bisogna investire, si rischia di perdere i tanti scienziati che andrebbero a portare all’estero le preziose idee che abbiamo in Italia”.

Sono circa 20 i progetti in corso ai laboratori del Gran Sasso. Al progetto “Warp”, uno dei più ambiziosi perché dedicato allo studio della materia oscura, l’80 per cento delle persone che vi lavorano sono precarie.