L’AQUILA – Potrebbe parlare abruzzese il nuovo presidente della Repubblica, almeno stando ai rumors di palazzo e alle quote delle agenzie di scommesse inglesi, che danno tra i papabili alla successione di Giorgio Napolitano l’ex sottosegretario Gianni Letta e l’ex presidente del Senato Franco Marini.

Gli scrutini per la scelta del futuro Capo dello Stato partono il 18 aprile, con le Camere in seduta comune a cui vanno aggiunti i delegati scelti dalle Regioni: per quella data la presidente di Montecitorio, Laura Boldrini, ha convocato i 1.010 “grandi elettori” che dovranno indicare il nome per la carica più prestigiosa della Nazione.

In tutto saranno 630 i deputati, 322 i senatori (compresi i sette a vita) e 58 i “regionali” chiamati a raccolta per designare il dodicesimo presidente della Repubblica.

Tra i nomi più gettonati, appunto, il braccio destro di Silvio Berlusconi, il marsicano Gianni Letta, che i bookmakers d’oltre Manica di Agipronews danno a 1.85, un pelo sotto il due volte presidente del Consiglio dei ministri Romano Prodi (1.65) e l’aquilano Franco Marini, originario del borgo di San Pio delle Camere, pagato a 2.45, quarto dietro il big democratico Massimo D’Alema (quotato a 2).

I giochi sono appena all’inizio e nulla è dato per scontato: sulla elezione, infatti, peserà molto la trattativa in corso per la formazione del nuovo governo, con il candidato premier del centrosinistra, Pier Luigi Bersani, che fatica a trovare la quadra sulla sua investitura e potrebbe cedere il passo di fronte all’ipotesi di un accordo più ampio che veda insieme Partito democratico, Sinistra ecologia e libertà, Popolo della libertà, Lega Nord e i montiani di Scelta civica.

Però sia Letta che Marini riscuotono un consenso abbastanza trasversale, a differenza dei loro (per il momento) diretti concorrenti Prodi e D’Alema, troppo schiacciati su posizioni filo-Pd, soprattutto il primo, che ha già incassato un secco no dal Pdl.

In realtà, con qualche alleanza sottobanco, l’accoppiata Pd-Sel potrebbe puntare a fare il pieno di cariche dopo aver messo sugli scranno più alti del parlamento la Boldrini e Pietro Grasso, quest’ultimo eletto con il sì di qualche senatore “franco tiratore” del Movimento 5 stelle: al centrosinistra manca pochissimo per raggiungere il quorum dei 506 voti necessari per “battezzare” il neo-presidente sin dal quarto scrutinio.

Ma questa è una decisione che spalancherebbe le porte al ritorno alle urne, un’ipotesi che molti, in maniera bipartisan, stanno cercando di scongiurare.

IL TOTO-NOMI PER LA REGIONE

A dare man forte a Letta e Marini potrebbe essere la pattuglia dei 21 parlamentari eletti in Abruzzo (contando anche i “paracadutati” Yoram Gutgeld del Pd e Gaetano Quagliariello del Pdl) e i tre “mister X” che saranno indicati dal Consiglio regionale nella seduta del prossimo 9 aprile.

Di questi ultimi, due saranno esponenti della maggioranza di centrodestra e uno delle opposizioni.

Nel toto-nomi, che verosimilmente verrà sciolto nella conferenza dei capigruppo che precederà i lavori dell’aula, sono entrati di diritto, in virtù di una scelta istituzionale, il presidente della Regione, Gianni Chiodi, e quello del Consiglio, Nazario Pagano, entrambi del Pdl.

Sull’altro fronte, a pretendere di rappresentare l’opposizione potrebbe essere il Pd, il gruppo più numeroso degli anti-Chiodi: fosse così in pole-position ci sono il decano dei consiglieri democrat e vice presidente del Consiglio, Giovanni D’Amico, o Claudio Ruffini, amministratore locale di lungo corso, che potrebbe congedarsi dalla politica attiva con questa “buona uscita” di prestigio.

Se, al contrario, il posto dovesse essere reclamato dall’intergruppo centrista formato da Alleanza per l’Italia (Luigi Milano), i fuoriusciti dell’Italia dei valori confluiti nel Centro democratico (Paolo Palomba e Camillo Sulpizio), Futuro e libertà (Berardo Rabbuffo e Daniela Stati) e Unione di centro (Antonio Menna), potrebbe essere proprio il capogruppo della Vela ad andare a Roma.

I “GRANDI ELETTORI” ABRUZZESI NELLE PRECEDENTI VOTAZIONI

1971 – presidente eletto Giovanni Leone: Giustino De Cecco (Dc), Arnaldo Di Giovanni (Pci), Luciano Fabiani (Dc).

1978 – presidente eletto Sandro Pertini: Giuseppe D’Alonzo (Pci), Antonio Falconio (Dc), Biagio Tempesta (Msi).

1985 – presidente eletto Francesco Cossiga: Antonio Genovesi (Dc), Ugo Giannunzio (Psi), Giuseppe Tagliente (Msi).

1992 – presidente eletto Oscar Luigi Scalfaro: Gaetano Novello (Dc), Mario Pennetta (Dc), Bruno Viserta (Pci).

1999 – presidente eletto Carlo Azeglio Ciampi: Mario Amicone (Ccd), Gianvincenzo D’Andrea (Pds), Elda Fainella (Ppi).

2006 – presidente eletto Giorgio Napolitano: Marino Roselli (Margherita), Ottaviano Del Turco (Sdi), Giovanni Pace (An).