L’AQUILA – Seconda volta in Abruzzo da presidente del Consiglio per Matteo Renzi, alle 13 ad Assergi (L’Aquila) ai Laboratori nazionali di fisica nucleare, e alle 15 all’azienda Walter Tosto di Chieti, leader nella produzione di serbatoi industriali. Renzi torna in Abruzzo a due anni esatti dall’insediamento a Palazzo Chigi, avvenuta il 22 febbraio 2014.
Il premier è arrivato in elicottero a Coppito nella sede della Scuola Ispettori della Guardia di Finanza per raggiungere l’Infn in macchina. Renzi visita i laboratori sotto il Gran Sasso d’Italia in forma privata senza la presenza dei giornalisti. Ad accompagnarlo il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Stefania Giannini, e il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, il suo vice Giovanni Lolli, il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, la senatrice Stefania Pezzopane. Ad attenderlo all’uscita il presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, il consigliere Pd Pierpaolo Pietrucci, i presidenti delle Province di L’Aquila e Teramo, Antonio De Crescentiis e Renzo Di Sabatino. Avvistati gli imprenditori Luigi Pierangeli e Carlo Toto.
Secondo quanto si è appreso il premier parlerà, alla presenza dei giornalisti, nell’Aula Magna dell’Istituto di fronte ad un folto gruppo di ricercatori.
L’ultima volta del presidente fu sei mesi fa, quando la visita all’Aquila fu “guastata” dalle contestazioni dei comitati cittadini, di quelli contro le trivelle e quelli contro il metanodotto. Era il 25 agosto e il bilancio degli scontri di piazza fu di tre feriti, due tra i manifestanti e uno tra le forze dell’ordine, una poliziotta.
La seconda visita è stata annunciata in apertura dell’assemblea nazionale del Pd, ieri al Parco dei Principi di Roma. Subito dopo l’aggiornamento dell’agenda del premier è apparso sul sito di Palazzo Chigi.
“Noi dobbiamo tornare a girare più l’Italia e stare meno nei palazzi – ha detto Renzi – Nelle prossime settimane dovrò essere molto di più dove i posti di lavoro si producono, domani saremo in Abruzzo, mercoledì a Lodi, venerdì in Toscana”.
“Per mesi ci hanno detto che il JobsAct era una prevaricazione, una violenza, un’imposizione. Oggi scopriamo che nel 2015 grazie al JobsAct ci sono stati 764.000 contratti a tempo indeterminato in più (fonte Inps). Avanti tutta, con coraggio e determinazione”, ha scritto il premier su Facebook.






