L’AQUILA – Chi non ricorda all’Aquila il tormentone musicale dell’inverno 2010, Il Progetto C.a.s.e., canzone ironica sulla vita nelle “casette”, creata da un gruppo di ragazzi aquilani, Gli Gnienti Totali, sulla base della nota canzone degli Zero Assoluto Per dimenticare?
Il pezzo rimbalzava da un profilo all’altro della rete sociale di Facebook e molti ragazzi all’Aquila la canticchiavano per strada.
Il Progetto C.a.s.e., denunciava l’attesa esasperata di chi stava ancora sperando nell’assegnazione di una C.a.s.a., ironizzando, in modo amaro, sulle classificazioni delle abitazioni, sul cambiamento di vita, la decentralizzazione dei nuclei abitativi, Roio, Preturo, i punti di aggregazione rimasti, “L’Aquilone” e pochi altri centri commerciali, la vita sacrificata in case piccole di nuclei familiari aggregati, a forza, per paura di non avere la tanto sospirata “casetta”.
Dopo altri “successi”, tra cui Tutto a puttane sulla canzone Vento d’Estate di Max Gazzè e Niccolò Fabi, e vari video di protesta, comicità di giovani aquilani, oggi, Gli Gnienti Totali lanciano una nuova canzone-protesta dal titolo Map futuristico, composta sulla base del successo della primavera-estate Tranne te di Fabri Fibra, che ripete ossessivamente il verso “rap futuristico”.
Come la prima, il web ha fatto rimbalzare velocemente Map Futuristico su Facebook e il video del pezzo è cliccatissimo su Youtube.
A due anni e mezzo dal terremoto, il senso di provvisorietà, su cui s’ironizza, ma pur sempre denunciando una situazione reale, che si soffre e si subisce, sembra essere lo stesso, anzi decisamente esasperato, della prima canzone.
Il pezzo parla dei progetti delle case classificate “E”, le più danneggiate, che non vengono approvati, della lentezza della ricostruzione, della finzione mediatica di una città ricostruita solo per qualcuno, dove il terremoto sembra essere stato superato da tutti, ma che invece tra Map, Musp e strutture provvisorie, non permette di avere una qualità di vita degna: il trucco della ricostruzione veloce.
L’invito a ballare il “Map Futuristico”, all’inizio del pezzo, appare come l’annuncio lapidario del futuro di una L’Aquila dove tutti saranno “emigrati a Roio 3” e il centro della città resterà “un deserto”.
Tanti giovani artisti aquilani, più di 40, avevano già sperimentato il “rifacimento musicale ironico” con Domani, canzone uscita per l’Aquila all’indomani del terremoto, rivissuta in dialetto aquilano dal titolo Domà, con il fine di riavvicinare L’Aquila all’arte.



