L’AQUILA – Con le modifiche apportate alla legge 32/2009 la Regione Abruzzo conferma il suo “no” alla petrolizzazione
Le modifiche si erano rese necessarie dopo l’impugnativa da parte del Governo davanti la Corte costituzionale della legge regionale e sono state concordate con gli uffici del Dipartimento degli affari regionali proprio per evitare nuovi contrasti con le norme nazionali e costituzionali.
Nella stessa seduta l’aula ha dato il via libera alla proposta di legge alle Camere, ai sensi dell’articolo 121, 2 comma della Costituzione, presentata dall’Idv e finalizzata a introdurre un generalizzato divieto di prospezione, ricerca e coltivazione degli idrocarburi liquidi nel mare Adriatico.
“L’obiettivo che abbiamo da quando siamo stati chiamati a governare è di difendere territorio da deriva petrolifera. – ha dichiarato il presidente della Regione, Gianni Chiodi – Conosciamo sia gli svantaggi sia gli eventuali vantaggi che ci sarebbero stati con la nascita del distretto petrolifero ma abbiamo ritenuto che gli investimenti non fossero preminenti rispetto alla difesa sul territorio”.
“Da quando c’è questo governo non è stata concessa nessuna autorizzazione per l’estrazione degli idrocarburi. Cose diverse sono accadute prima dell’insediamento della Giunta Chiodi. Da parte nostra non c’è stata alcuna tolleranza, abbiamo risposto coi fatti”.
Il governatore ha poi spiegato come la nuova legge sia stata redatta in ossequio delle norme costituzionali, che prevedono dopo la riforma del titolo V una nuova ripartizione delle competenze in materia di approvvigionamento energetico
“La nostra legge non è al ribasso: una legge che rispetta la costituzione non può esserlo ma rispetta la legalità e la “Carta” che regola la vita del Paese. Non è atteggiamento remissivo: non ci consegniamo allo Stato ma non possiamo violare la costituzione, che regola le competenze in maniera energetica”.
“Quindi non è logica al ribasso quella adottata dalla nostra maggioranza ma è l’unica strada per salvaguardare il territorio e rispettare dettami costituzionali. Questo vuol dire fare gli interessi dell’Abruzzo e della costituzione”.
“Legge o non legge questa regione non ha fatto realizzare il centro oli nonostante le autorizzazioni ci fossero e fossero state accordate da quel centro sinistra che oggi sembra più ostile verso quel tipo di impianti. Questa è l’unica legge possibile per salvare il nostro territorio e non stare sempre sotto minaccia di impugnative della Corte costituzionale, che non è un organo del governo”.
Dure le opposizioni che hanno criticato i contatti della maggioranza per trovare un punto d’incontro sulla nuova legge: ” Qui dobbiamo difendere territori, non possiamo essere remissivi. – ha detto il capogruppo dell’Idv, Carlo Costantini – In questo disegno di legge è evidente la sudditanza nei confronti dello Stato. Se la Regione si accontenta di riprodurre ciò che il Governo si aspetta si raggiunge una resa, non un’intesa. La soluzione che prospetta il governo Chiodi è una resa: si riconosce supremazia dello Stato, in materie che possono essere regolamentate dalla regione”.
“Chiediamo che venga reintrodotta la Valutazione di impatto sanitario (Vis). – ha dichiarato il capogruppo del Pd, Camillo D’Alessandro – La maggioranza ci disse che non sapeva cos’era 20 mesi fa. Ora ci dicono no perché non la conoscono o perchè non la condividono? La Vis era l’unica cosa che il governo non aveva impugnato. Le normative europee servono o sono carta straccia? Perché non si applicano norme comunitarie, che dicono che le regioni possono vietare estrazioni, purchè si individuino aree ben definite. Stabiliamo il divieto assoluto sulle lavorazioni: così si impedisce la creazione di impianti di trasformazione. Il Pd non voterà la legge”. (g.a.)
DA REGIONE LEGGE PER IMPEDIRE TRIVELLAZIONI OFF SHORE
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