L’AQUILA – “Un ottimo amministratore, pignolo, onesto e innamorato della sua città”.

È la descrizione che la professoressa Alessandra Paone fa di Angelo Mancini, suo collega e candidato sindaco alle prossime elezioni.

Entrambi docenti, si conoscono da più di vent’anni e ora lavorano gomito a gomito al liceo classico Domenico Cotugno, di cui lui è preside e lei vice.

Nonostante la lunghissima amicizia, lei non abbandona mai quel modo di chiamarlo per cognome, tipico dell’ambiente scolastico: “Spero che Mancini diventi sindaco”, il suo augurio.

Prima di prendere la decisione di candidarsi a sindaco, ne ha discusso con lei?

Inizialmente era molto incerto e dubbioso e noi colleghi più stretti lo abbiamo sollecitato ad accettare. Quando ha deciso di candidarsi, siamo stati tutti molto contenti.

Qual è stata la molla che è scattata e gli ha fatto decidere di accettare?

Non voleva tirarsi indietro in questo momento, a spingerlo è stata la voglia di fare qualcosa per la città. La stessa che non lo ha fatto mai andare via dall’Aquila dopo il terremoto, è stato sempre presente. A luglio e agosto 2009 siamo stati insieme giorno e notte nel cantiere della scuola, perché tutto doveva essere pronto per riaprire.

La scuola, appunto, la sua grande passione…

Lui è un punto di riferimento al liceo, non solo come preside ma come persona. Gli studenti si rivolgono a Mancini non solo per problemi scolastici ma anche per questioni personali e familiari. È molto protettivo, è più di un amico per i suoi ragazzi.

I giovani lo amano e sono molto felice che abbia scelto di dedicarsi ai giovani anche nella politica mettendo molti ragazzi nelle sue liste.

Quali sono le qualità che lo renderebbero un buon primo cittadino?

Ha eccellenti capacità amministrative, è molto pignolo, conosce a menadito tutte le norme. E poi è una persona onesta e cristallina. Una cosa importante è che ama moltissimo la sua città, tutto quello che fa lo fa per L’Aquila. Non obbedisce a nulla al di fuori della sua coscienza.

Qual è un suo difetto?

È difficile trovarlo in una persona che si stima tanto quanto stimo lui. Forse è un po’ un accentratore: vuole tenere tutto sotto controllo, anche se non so fino a che punto possa considerarsi un difetto.

Teme che, nel caso dovesse diventare sindaco, potrebbe avere meno tempo da dedicare alla scuola?

Non è solo la nostra preoccupazione più grande, ma anche la sua! La scuola è la sua grande passione, insieme alla politica.
 
Come andranno secondo lei queste consultazioni?

Questo non posso saperlo. Spero che venga eletto il migliore. Mi auguro che venga eletto Mancini, ovviamente!