TERAMO – Aprire a destra perché la sinistra intenda. Questa è la strategia del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, almeno secondo il consigliere regionale del Nuovo centro destra Giorgio D’Ignazio, che molti vedono vicino a un passaggio nel campo nella maggioranza di centrosinistra. Ipotesi che D’Ignazio ad AbruzzoWeb smentisce categoricamente, pur rivendicando il suo “stile dialogante” di opposizione.
Smentita confermata dalla coordinatrice regionale Ncd, la senatrice Federica Chiavaroli e che fa seguito a quelle piccatissime dei consiglieri Gianni Chiodi e Mauro Febbo di Forza Italia a cui un munifico D’Alfonso avrebbe offerto le deleghe rispettivamente alla Contabilità della ricostruzione post-terremoto dell’Aquila e al Piano di sviluppo rurale.
Ben diversa la scelta del consigliere regionale del Movimento 5 stelle Leandro Bracco che, invece, ha accettato di buon grado la delega alla Cultura, estetica e creatività e per questa ragione è stato espulso dal partito.
“I tentativi di coinvolgimento di D’Alfonso di esponenti di spicco dell’opposizione nell’azione di governo sono strumentali, hanno un doppio fine – spiega D’Ignazio – Sono un avvertimento ai suoi consiglieri più riottosi e malpancisti, in particolare mi riferisco a quelli di Abruzzo civico, Mario Olivieri e Andrea Gerosolimo, e quelli di Regione facile, che hanno più di un motivo di attrito all’interno della maggioranza”.
E per D’Ignazio, “il messaggio di D’Alfonso è il seguente: se non fate come dico io, se non state buoni, vi sostituisco con il buon D’Ignazio, o con altri, a seconda del nome che viene sparato al momento, spesso senza fondamento”.
Ma “il buon D’Ignazio”, assicura il diretto interessato, non si presterà a questo gioco. “Non passerò mai e poi mai al centrosinistra – assicura D’Ignazio – Parla la mia storia politica, sempre nel centrodestra, iniziata nel 1999 al Consiglio comunale di Teramo, prima all’opposizione poi come assessore del sindaco Chiodi. Sono stato collaboratore del senatore Rocco Salini e quando nel 2008 passò da Forza Italia al centrosinistra io non l’ho seguito”.
A differenza di Bracco che, assicura D’Ignazio, “è una persona affabile e per bene, ma fa politica da 6 mesi, e l’aver accettato l’invito di D’Alfonso scoprirà a tempo debito che è stato un grave errore, perché io ritengo che la coerenza in politica paghi sempre”.
Detto da un esponente del Ncd, che a Roma governa insieme al centrosinistra e in Abruzzo è nell’opposizione di centrodestra, il richiamo ala coerenza esige però qualche chiarimento in più.
“Voglio raccontare un aneddoto. Quando ero all’opposizione al Comune di Teramo votai comunque a favore del project financing per la realizzazione dello stadio di Teramo, proposto dal sindaco di centrosinistra Angelo Sperandio – ricorda D’Ignazio – E quello stadio, cinque anni dopo, è stato inaugurato da me e Chiodi. Voglio dire, insomma, che anche in Consiglio regionale voterò con la maggioranza tutte le volte che riterrò giusti i provvedimenti, nell’interesse dei cittadini”.
E anche, malignano suoi colleghi dell’opposizione “non dialogante”, nell’interesse del presidente D’Alfonso. Gli stessi che sospettano che non sia stata casuale l’assenza di D’Ignazio, per motivi di salute, nel voto della risoluzione contro la chiusura dei punti nascita nell’ultima seduta del Consiglio, risoluzione presentata dall’opposizione e bocciata per soli tre voti. Filippo Tronca






