L’AQUILA – Esce allo scoperto la “fronda delle primarie” del Popolo della libertà aquilano.
Oggi in un’affollata conferenza stampa il coordinatore provinciale del partito, l’assessore regionale Gianfranco Giuliante, ha annunciato in un colpo solo che a fine gennaio o inizi di febbraio ci sarà l’atteso congresso pidiellino, che subito dopo seguiranno le primarie per la scelta del candidato sindaco dell’Aquila, e che lui non parteciperà a queste consultazioni popolari, mentre scenderebbe in campo per conto suo qualora ci fosse un candidato imposto dall’alto.
A seguirlo in questa crociata il consigliere comunale del vetusto gruppo di Forza Italia Enzo Lombardi, che si è dimesso tempo fa da coordinatore cittadino del Pdl e che, a differenza di Giuliante, oltre a preannunciare pure lui la sua candidatura a sindaco in caso di persone nominate e non scelte, ha annunciato di essere disponibile anche per una eventuale candidatura alle primarie.
Si è parlato anche del caso-Giorgio De Matteis: da Giuliante l’invito al vice presidente del Consiglio regionale a scegliere una volta per tutte da che parte stare: con il Pdl, partecipando alle primarie o contro, andando con un suo schieramento di centro e civico. Altolà anche al presidente della Regione, Gianni Chiodi: “Può esprimere un parere ma non può incidere”.
A Giuliante evidentemente non interessa chi ha il potere concreto di fissare le primarie, leggi il coordinatore regionale del Pdl, Filippo Piccone. “Intanto le indiciamo noi, chi si oppone venga a dirci perché e se ne assuma la responsabilità”, ha tuonato.
Per rinforzare questa posizione l’assessore regionale si è fatto scudo delle parole del segretario nazionale del partito, Angelino Alfano, “lui le chiama ‘Indicazione popolare dei candidati’ e questa è una regola. Il Pdl dell’Aquila – ha aggiunto – vuole essere all’interno di questa regola perché Alfano ha detto che ‘resteranno lo strumento che utilizzeremo’”.
Non si è nascosto dietro un dito Giuliante per affrontare anche la prospettiva che un possibile diktat di Piccone “niente primarie ovunque” voglia significare “soprattutto ad Avezzano”, là dove il candidato in qualche modo deve essere Antonio Milo.
“Non ci scandalizzerebbe – ha aperto – se in altre realtà, in altre circostanze e con meccanismi diversi si arrivasse all’individuazione di un candidato. Non pretendiamo che gli altri siano coerenti, ma la deroga non può diventare regola”.
Quindi ai frondisti andrebbe bene un’imposizione per Avezzano e le primarie nel capoluogo. E a quel punto Giuliante non parteciperebbe. “In caso di primarie non è prevista una mia candidatura”, ha infatti chiarito.
Tutto il contrario, invece, se arrivasse un “messia” imposto da Roma, da Pescara o dalla Marsica: “Se ci fosse un’indicazione diversa sull’utilizzo delle primarie, se ci fossero investiture esterne di qualsiasi livello che delegittimerebbero la classe dirigente locale – ha promesso o forse minacciato Giuliante – bisognerebbe vedere chi va al ballottaggio e la mia candidatura in quel caso sarebbe sul campo”. E Lombardi lesto ha aggiunto “E anche la mia”.
I due “nemici-amici” Giuliante e Lombardi non si sono tirati indietro nell’affrontare la più ingombrante patata bollente con cui è alle prese il centrodestra, quella di Giorgio De Matteis, che in qualche modo nel 2012 sarà di sicuro della partita. Proprio per questo Giuliante lo ha invitato a “smucchiarsi” e definire una volta per tutte da che parte sta.
“Sarebbe opportuno – il suo invito – che De Matteis sciogliesse questo nodo e definisse la sua volontà di essere candidato dell’Mpa e del contesto civico di cui si circonda oppure quella di partecipare alle primarie di una vasta area di centrodestra”.
In questo secondo caso, e se magari De Matteis vincesse le primarie, “non avrei difficoltà a sostenerlo” ha promesso Giuliante, che tanto sa già di parlare di un’ipotesi inverosimile, se non impossibile, e non lo ha nascosto.
“Recenti interviste – ha infatti ricordato – hanno escluso che De Matteis sarà compartecipe delle primarie: per lui sono uno strumento che delegittimerebbe la politica. Noi facciamo parte di un partito diverso e la pensiamo in modo diverso”.
Appena ieri, sulla sua possibile partecipazione a primarie di centrodestra, parlando con questo giornale De Matteis ha dribblato: “Non fatemi i quiz”.
Nei prossimi giorni ci saranno incontri con i partiti politici che hanno già dato la loro disponibilità alle primarie. In quei giorni sarà definita la data e le regole, credo che le primarie ci saranno a febbraio.
Contrariamente alle aspettative, il congresso ci sarà: “Sicuramente prima delle primarie, fine gennaio o primi di febbraio”, ha prospettato il coordinatore provinciale.
“Le persone che potranno votare – ha aggiunto – non saranno solo riconducibili ai partiti ma potranno appartenere a un’area più vasta della città. Propendiamo per il metodo indicato da Gaetano Quagliariello (vice presidente dei senatori del Pdl, ndr): tutti potranno votare purché si iscrivano a una specifica lista elettorale per le primarie, vedremo se far versare la cifra simbolica di uno o 2 euro che potrebbe essere utile”.
Oltre alla Destra, l’Mpa sarà invitato agli incontri? “Certo – ha affermato ancora Giuliante – ma anche Riformisti italiani, l’ex Partito socialista, tante strutture civiche, mi pare che anche Fli, parlo di Enrico Verini, fosse interessato a partecipare a primarie di centrodestra”.
Infine le elezioni vere e proprie, ha ricordato Lombardi, “ci saranno tra il 16 aprile e il 15 giugno”.
LE CHICCHE
Molte facce note del centrodestra presenti. Dal capogruppo di Forza Italia e presidente della commissione Bilancio Franco Mucciante, al dirigente regionale pidiellino Salvatore Santangelo, l’assessore provinciale Guido Liris, il vice coordinatore comunale Roberto Santangelo, più una serie di esponenti della base che successivamente si sono riuniti per organizzare la befana tricolore.
Santangelo Sr. ha invitato Lombardi e Giuliante a replicare alla ricostruzione (di AbruzzoWeb) su una recente cena dei frondisti, ma i due hanno lasciato correre. “In questi giorni su di me hanno detto (non AbruzzoWeb, ndr) anche che sono stato a cena con Massimo Cialente!”, ha ribattuto Giuliante, che alla successiva richiesta di Lombardi “Ma è vero?” ha replicato con una battuta: “No, lui sta troppo a destra”.
Finalino sul ruolo di Chiodi. “È presidente della Regione e commissario per la ricostruzione. Ha legittimamente la possibilità di esprimere un giudizio su quella che ritiene una candidatura possibile, ma non può avere capacità d’incidenza”, ha concluso l’assessore. E Lombardi, diabolico: “Piuttosto ci aiuti a organizzare le primarie!”.






