L’AQUILA – Una firma per cambiare quarant’anni di storia e invertire il passo rispetto ad un campanilismo che in una società sempre più globalizzata non ha più motivo d’essere.

È quella apposta dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, dal primo cittadino di Pescara, Luigi Albore Mascia, dal presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, e dal vice presidente vicario, Giorgio De Matteis (per ironia della sorte due aquilani e due pescaresi) che hanno sottoscritto la dichiarazione d’intenti propedeutica per il gemellaggio istituzionale tra il capoluogo regionale e quello ‘adriatico’; l’intesa dovrà essere poi approvata e ratificata dai rispettivi Consigli comunali.

Quarant’anni fa gli ormai celebri “moti dell’Aquila”, con una vera e propria rivolta popolare contro l’iptoesi di trasferimento del capoluogo regionale a Pescara. Questa mattina la firma sul documento che sancisce, come ha spiegato De Matteis “la fine di un’epoca”.

“Si chiude una ferita che ha provocato un’assurda guerra fratricida dal sapore campanilistico tra due città” ha commentato il presidente Pagano che ha aggiunto “in una terra con un 1,3 milioni di abitanti è necessario allargare gli orizzonti e pensare ad una ‘città regione’. Il gemellaggio tra le comunità aquilane e pescaresi non si ridurrà ad un’operazione di mero simbolismo ma fungerà da esempio per tutte le altre comunità abruzzesi che non saranno lasciate ai margini”.

In virtù del gemellaggio, che stando alle intenzioni dei primi cittadini sarà ufficializzato entro la fine del 2011, prevede una serie di iniziative come: il rafforzamento dei vincoli di amicizia e vicinanza tra le due municipalità mediante l’istituzione di una giornata dedicata, da tenersi annualmente, alternativamente all’Aquila e Pescara.

Previste inoltre l’adozione di misure per la promozione dei territori e progetti che mettano in rete la peculiarità culturali, scientifiche e turistiche dei due comprensori per alzare il livello dell’offerta dell’intero sistema regionale.
Altro obiettivo del gemellaggio è il potenziamento e lo sviluppo del sistema infrastrutturale per giungere al completamento strategico Tirreno-Adriatico.

Al termine della cerimonia il presidente Pagano ha regalato due cravatte con i colori della Regione ai due sindaci, che a loro volta hanno promessa di indossarla nel momento in cui il gemellaggio sarà ufficializzato.

PAGANO: “L’ABRUZZO È CAMBIATO”

“Qualche giorno fa il vice presidente De Matteis ha lanciato la proposta che ho raccolto immediatamente di istituire il gemellaggio tra L’Aquila e Pescara. È sempre più evidente, alla luce del difficile momento che vive il nostro paese, e in Abruzzo acuito dalla tragedia del terremoto, la necessità di coesione, popolare e istituzionale”.

“Il gemellaggio tra il capoluogo e la città più popolosa pone fine a una ferita. Oggi l’Abruzzo è cambiato rispetto al passato. Dopo il terremoto molti aquilani sono stati accolti sulla costa e a Pescara, con grande spirito di fratellanza e unione. Bisogna pensare in termini di ‘città regione’ visto che sono solamente 1,3 milioni di abitanti nel nostro territorio”.

DE MATTEIS “SI CHIUDE UN’EPOCA”

“Con la firma dei due sindaci si chiude un’epoca e se ne apre un’altra. Quarant’anni fa, simbolicamente proprio nei locali dell’Emiciclo, si apriva una spaccatura che oggi, in quegli stessi spazi, viene sanata. Il gemellaggio non è una pura e semplice formalità burocratica, ma il suggello di carattere sostanziale  su un cambiamento che i due consigli comunali dovranno ratificare”.

“I due sindaci – ha aggiunto il vice presidente De Matteis – hanno colto l’importanza e il valore di questa propsota”.

CIALENTE: “CAMPANILE OGGI MENO EVIDENTE CHE IN PASSATO”

“La tragedia del terremoto ha fatto capire come fosse il momento di superare antiche divisione nel nome della fratellanza e dell’unità. I cittadini abruzzesi che risiedono sulla costa, e quindi anche a Pescara, hanno aperto le loro porte ai loro fratelli aquilani, dimostrando quanto fossero più maturi rispetto magari a una certa classe politica ancorata a ormai vecchie lacerazioni”.

“Nei giovani – ha aggiunto il primo cittadino dell’Aquila – il senso di divisione legato al campanile è meno evidente, sintomo dei tempi che sono cambiati e della necessità di una visione politica complessiva per affrontare non solo i problemi dell’Aquila, ma dell’intero cratere. Con i due Consigli comunali cercheremo di creare un momento solenne per ricordare questo momento storico”.

MASCIA: “SUPERATI VECCHI CAMPANILISMI”

“È una giornata dall’altissimo valore, grazie alla quale vengono superati vecchi campanilismi. Il tutto nonostante la sostanziale differenza di colore politico delle due amministrazioni. In questo caso il sottoscritto e il sindaco Cialente, uniti anche da un sentimento di amicizia, superano schemi e logiche di semplice appartenenza partitica per un obiettivo più grande”.

“Sono stato eletto a soli due mesi dal terremoto – chiosa Mascia – e già da allora dissi che uno dei miei impegni sarebbe stato quello di contribuire a rafforzare i legami con L’Aquila. Sono orgoglioso della capacità di accoglienza offerta da dai pescaresi dopo il 6 aprile 2009. L’auspicio è che questo sia solo il primo passo nell’ottica di una prospettiva unitaria di tutto l’Abruzzo”.