TERAMO – Il più grande si chiama Mattia, di 23 anni, il più piccolo è Giacomo di uno e mezzo. In mezzo ci sono Davide, Sara, Benedetta, Lorenza, Francesco, Miriam e Michele.
Sono nove, e fanno tutti parte della famiglia Saccomandi di Teramo.
Papà Giuliano di 48 anni è agente di commercio, sua moglie Graziana, di due anni più giovane, è casalinga e “in pomeriggio è supplente dei bambini, nel senso che si dedica ai loro e ai loro compiti” spiega il capostipite della “tribù”.
Divisi tra lavoro e studio, i “magnifici nove” riempiono le giornate dei loro genitori di cose da fare e tantissimi sentimenti.
“Avere una famiglia così numerosa è molto gratificante. Siamo tutti uniti e felici. Le famiglie con pochi figli si sentono sole – sostiene – perdono il contatto con i bimbi, che crescono molto più facilmente, mentre noi abbiamo ancora i piccoli da seguire con tanta attenzione”.
Avendo uno stipendio unico,“si apprezza di più ciò che si ha, non si hanno pretese assurde in termini di giocattoli o abbigliamento, si fa attenzione a ciò che si mangia”.
“Per esempio, mia moglie fa il pane, i biscotti e la pasta – spiega il capofamiglia – si sta attenti agli sprechi, insomma. Ogni mattina a colazione se ne vanno almeno tre litri di latte e due ciambelloni”.
“A volte la sera quando torno dal lavoro, tutti mi vogliono parlare. Si mettono in fila e dedicando anche solo un quarto d’ora per ciascuno, per me si trasforma in un altro lavoro” ironizza papà Giuliano.
Nonostante la frenesia dei ritmi quotidiani di questa famiglia, pare proprio che non manchi loro nulla. Vivono all’insegna della valorizzazione delle piccole cose quotidiane; quelle stesse piccole cose che permettono loro di affrontare la routine con amore e grande entusiasmo.



