PESCARA – “Pescara non ha rughe, scriveva nel libro ‘La favola pitagorica’ il giornalista Giorgio Manganelli, proprio guardando alla città giovane, moderna, ma smemorata, meticcia, contaminata definendo Pescara ‘una città lenta, amante delle passeggiate e dei cibi pingui d’Abruzzo’. Pescara è una città che va osservata guardando in alto. Ci accorgeremo, così, che esiste ancora una città da leggere e da conservare”.
Sono le parole di Licio Di Biase nel suo nuovo libro “La cucina pescarese nel tempo”, in cui si parlerà dei cibi con cui nel corso dei secoli i pescaresi si sono alimentati confrontandosi con esperti, come Mimmo D’Alessio e Tino Di Sipio, e attingendo foto da Tonino Di Loreto e notizie dagli articoli di Romeo Tommolini, da pubblicazioni di vari pescaresi, ma anche dai sonetti di Gabriele D’Annunzio e dai ricordi di alcune signore della città.
“Ovviamente, le ricette risentono delle contaminazioni del territorio, per cui prodotti, quantità e lavorazione sono quelli espressi dalle originali sensibilità del territorio stesso. In questo percorso eno-gastronomico vive la quotidianità della città nel corso del tempo”, avverte Di Biase.
L’AUTORE
Licio Di Biase, laureato in Storia all’Università Gabriele d’Annunzio di Pescara-Chieti, si è dedicato alla ricostruzione della storia di Pescara, pubblicando vari libri e saggi tra cui “La grande storia. Pescara e Castellamare dalle origini al xx secolo” (2010). È autore, tra l’altro, dei volumi L’era della balena. La storia della dc abruzzese dal dopoguerra al 1992 (2003), Giuseppe Spataro. Una vita per la democrazia (2006), Remo Gaspari. La politica come servizio (2012), L’onorevole d’Annunzio (2013), I tempi di Aldo Moro (2015), Il mio Flaiano con Enrico Vaime (2018), La piazzaforte di Pescara (2020) e Pescara 1910 (2022). Ha pubblicato, inoltre, quattro romanzi storici, tra cui Il processo a Carmela e recentemente Fronte del Cuore (2022), aggiudicandosi una decina di premi letterari. È stato per trentacinque anni amministratore del Comune di Pescara.






