L’AQUILA – “La corruzione continua come prima e peggio di prima. Vent’anni fa si diceva che si rubava pur di far politica, adesso quasi si può dire che si fa politica per rubare”.

Lo ha detto oggi Giovanni Maria Flick, costituzionalista e accademico della Luiss di Roma, già presidente della Corte Costituzionale ed ex ministro della Giustizia, in riferimento alla corruzione nella pubblica amministrazione e nella politica.

Flick è intervenuto oggi all’Aquila in occasione del convegno ‘Legalità, prevenzione della corruzione, degiurisdizionalizzazione. Il ruolo delle professioni indipendenti per la crescita economica e il sostegno delle imprese’ al dipartimento di Economia dell’Università del capoluogo, a cui ha partecipato anche il vice ministro dell’Economia Enrico Zanetti, contestato all’ingresso dai risparmiatori beffati di Banca Etruria.

Un problema, quello della corruzione che ha riguardato direttamente anche L’Aquila, in maniera maggiore nel post sisma. ”Non basta la repressione, non basta il codice penale – ha aggiunto – occorre la prevenzione, e la prevenzione vuol dire meno leggi e più semplici, controlli più efficaci, maggiore attenzione da parte dei controlli della pubblica amministrazione e soprattutto vuol dire maggiore attenzione a una cultura della legalità sostanziale”.

In relazione poi al nuovo codice degli appalti ha commentato: “È stata appena varata una riforma del Codice, tutto si può fare tecnicamente, ma occorre seguire linee guida fondamentali, la prima delle quali è la semplificazione, che riguardino sia i micro che i mega appalti”.

Flick ha poi sottolineato la necessità di “abbandonare l’idea dell’appalto al massimo ribasso, che ha presentato finora fino ad oggi più inconvenienti che vantaggi”.